È morto Genesis P. Orridge, il controverso artista totale

Sabotatore e distruttore di civiltà, ingegnere culturale, artista totale, performer estremo, indagatore degli stati alterati di coscienza, anti-rockstar e icona post-punk, il più freak di tutti i freak: questo ed altro è stato Genesis P-Orridge.

Genesis P Orridge

Genesis P Orridge

GdS 16 marzo 2020

di Giuseppe Costigliola 
Non è facile parlare di Genesis P-Orridge, portato via dalla leucemia che lo aveva colpito un paio di anni fa. Siamo al cospetto di un personaggio estremo, unico, difficilmente incasellabile. Uno di quei personaggi che generano un sentimento dicotomico: li si odia o li si ama, visceralmente. Uno di quegli individui che attraversano il mondo e la dimensione artistica senza compromessi, mettendo pericolosamente in gioco la propria identità, sottoponendola a continue, violente ridefinizioni, e in ciò sfidando sino alle più estreme conseguenze regole e valori condivisi, credi e tradizioni, stereotipi e convenzioni della società in cui operano. È stato, insomma, uno di quei rari personaggi che allargano i confini dell’umano.


Sabotatore e distruttore di civiltà, ingegnere culturale, artista totale, performer estremo, indagatore degli stati alterati di coscienza, anti-rockstar e icona post-punk, pioniere della sottocultura industriale e della body modification, il più freak di tutti i freak: questo ed altro è stato Genesis P-Orridge.


Questo figlio d’Albione nacque il 22 febbraio 1950 a Manchester, come Neil Andrew Megson. Il nome che lo ha consegnato alla posterità lo assunse nel 1971. In ben giovane età, fu tra i primi ad aderire al movimento artistico d’avanguardia Fluxus, fondato da George Maciunas, il quale creò una rete internazionale di artisti, compositori e designer che, in pura dimensione avanguardistica e anti-commerciale, mescolavano media e discipline artistiche diverse (rumorismoarti visive, architettura, designletteratura), influenzati dal Neo-Dada, dalle idee di John Cage sulla sperimentazione, e da Marcel Duchamp, ideatore del concetto di ready-made.


Il ragazzo di Manchester si formò umanamente e artisticamente in questa fecondissima fucina d’idee, assorbendone l’intento di fondere le istanze rinnovatrici culturali, sociali e politiche in un unico fronte d’azione, e sviluppando il concetto portato avanti da Cage sull’indeterminatezza dell’arte, sull’importanza del processo creativo fine a se stesso e la relativa svalutazione del prodotto finale, in totale antitesi con l’etica capitalistica e neoliberista che informava e sempre più informa il mondo occidentale.


A diciannove anni, nel 1969, fondò il collettivo COUM Transmissions, ispirandosi al movimento Dada e ai Merry Pranksters, e incentrando la sua attività su performance musicali unite alla body-art, dove il vero protagonista era il suo corpo, campo di sperimentazioni estreme. Gli happening del gruppo avevano un bersaglio preciso: il puritanesimo inglese, le regole sociali di una società avvertita come bigotta e castrante delle libertà creative e individuali, e che quindi andava smantellata. Le esibizioni crearono enorme scalpore, uno scandalo crescente. Com’era nella natura del personaggio, la trasgressione che si materializzava ad ogni happening era estrema, e l’artista veniva puntualmente denunciato per oscenità e additato come pericoloso sovversivo.


Al momento dello scioglimento, nel 1976, il collettivo aveva ormai spinto la performance art oltre ogni limite socialmente accettabile, e per le azioni shock, e per i temi scottanti che affrontava.


In quello stesso 1976, insieme a Cosey Fanni Tutti, Chris Carter e Peter Christopherson, Genesis P-Orridge creò i Throbbing Gristle, gruppo fondante e punto di riferimento della corrente musicale industrial, laboratorio di rumore e shock, performance improvvisative e provocazione. L’anti-musica dei Throbbing Gristle riproduceva il suono dei nastri trasportatori, i ritmi e i suoni alienanti della produzione industriale. Famigerate le loro esibizioni dal vivo, accompagnate da immagini disturbanti, tra cui fotografie pornografiche e scatti dei campi di concentramento nazisti. Genesis sosteneva che a loro non interessava rendere attraente la proposta musicale, ma intendevano sfidare ed esplorare i lati più oscuri ed ossessivi della condizione umana. I Throbbing Gristle furono comunque dei precursori nell’impiego di campionamenti pre-registrati, e fecero grande uso di effetti speciali per ottenere un peculiare sottofondo sonoro, estremamente distorto, su cui s’innestava il canto o il recitativo di Genesis.


Nel 1981, dopo lo scioglimento, sempre più affascinato da paganesimo, sciamanesimo, occultismo ed esoterismo, P-Orridge fondò assieme al fido Peter Christopherson gli Psychic Tv, con i quali esplorarono i sempre fecondi campi della musica psichedelica, dell’elettronica e dell’acid house, e grazie ai quali ha creato un proprio personalissimo culto: “Il Tempio lavora per porre fine alla pigrizia individuale ingenerando la disciplina perché la volontà si concentri sui desideri più autentici” è il messaggio finale dell’album d’esordio, “Force the Hand of Chance”.


Terminata anche questa esperienza, totalizzante come tutte quelle che visse, negli anni ’90 P-Orridge si trasferì negli Stati Uniti dove, con la seconda moglie Jacqueline Mary Breyer, nota come Lady Jaye, realizzò un esperimento identitario noto come “pandroginia”, radicale visione di riscrittura dell’identità e di superamento dei generi sessuali, progetto “politico e romantico” teso alla ricerca dell’unione in un unico essere umano, il “pandrogino”: due corpi fusi un’unica opera d’arte.


I due si sottoposero a una serie di interventi di chirurgia estetica per diventare identici e distruggere la nozione condivisa di generi sessuali e l’idea di patriarcato: duecentomila dollari di operazioni chirurgiche (stesso mento, stesso naso), culminate nel giorno di San Valentino del 2003 quando i due si regalarono un identico seno.


Dopo la scomparsa, nel 2007, della propria reale, effettiva metà, P-Orridge ha proseguito nella via senza ritorno del body modification, nel tentativo dichiarato di fare di sé stesso/a un’opera d’arte.


Nel novembre 2019 a Los Angeles si era tenuta un’interessantissima mostra dedicata alla ricerca (umana, prima che artistica) portata avanti da questo singolarissimo personaggio: Pandrogeny I & II: An Outer Body Exhibition”, alla cui inaugurazione purtroppo Genesis non aveva potuto partecipare perché inchiodato/a al letto dalla malattia che l’ha condotto/a alla morte.


Con lui/lei se ne va un pezzo di storia culturale dell’occidente, quel segmento di straordinario fulgore creativo e libertario che negli anni Sessanta del secolo scorso vide il suo apogeo, e che nella psichedelia vide il mezzo per distruggere qualsivoglia idea di ordine costituito.


Tra le tante frasi di questo/a artista che a suo modo ha dato un contributo originalissimo alla musica, all’arte performativa e alla cultura underground, incarnando la sua esistenza in un’opera sperimentale di “transizione”, ci piace ricordarne una, che ne condensa lo spirito umanistico e autenticamente libertario: “Intorno a noi ci sono giovani meravigliosi che hanno capito quanto siano insignificanti le definizioni. Sono esseri umani che hanno scelto di essere solo loro stessi. E sono loro la nostra speranza”. In un momento di desolante omologazione culturale e di globalizzazione di idee e di coscienze, parole come queste risuonano come un balsamo.


Nell’annunciarne la scomparsa su Facebook, le figlie Genesse e Caresse hanno scritto: “Sarà sepolta con la sua metà, Lady Jaye Breyer, così torneranno insieme per sempre”. L’arte controversa e l’esperienza umana di Genesis P-Orridge rimane qui tra noi, nella fanghiglia del vivere quotidiano. Il suo esperimento di fusione totale con l’oggetto d’amore, forse prosegue da qualche altra parte.