A RomaEuropa le musiche di diaspore e migranti

Una rassegna di tre giorni con musicisti che hanno dovuto fuggire e vivono in Europa o Stati Uniti

Alsarah and the Nubatones. Foto Carlos Ramirez BD da RomaEuropa Festival

Alsarah and the Nubatones. Foto Carlos Ramirez BD da RomaEuropa Festival

GdS 8 ottobre 2019
I suoni e le canzoni della diaspora, dei migranti e di chi è fuggito da guerre e povertà sono al centro del festival “Diasporas”, dal 10 al 12 ottobre all’interno di RomaEuropa Festival e in collaborazione con la Fondazione Musica per Roma. I concerti si tengono all’Auditorium Parco della Musica, biglietti da 15 a 25 euro.

Due concerti a sera: giovedì suonano Alsarah and The Nubatones (la cantante ha dovuto fuggire dallo Yemen ed è rifugiata nel Massachusetts, Usa), seguiti da J.P. Bimeni the Black Belts che ha lavorato anche con Jovanotti in qualcuno dei Jova Beach Party; venerdì 11 è la volta di Blick Bassy, passato dal Camerun a Parigi, e della capoverdiana Mayra Andrade che vive a Lisbona.

Sabato 12 ottobre la rassegna ospita il progetto “Le Cri du Caire”, con il poeta e cantante Abdullah Miniawy che si confronta con la tromba di Erik Truffaz, il sax di Peter Corser e le corde del violoncello di Karsten Hochapfel: tra rock, poesia Sufi, jazz, elettronica, sonorità orientali e slam poetry; infine dal Medio Oriente “Love & Revenge”, una serata electro-pop omaggio all’epoca d’oro del mondo arabo nata dall’incontro tra l’hip hop di Rayess Bek, le immagini dell’artista Randa Mirza, l’elettronica di Mehdi Haddab e il basso di Julien Perraudeau.

Il sito di RomaEuropa festival