Ginger Baker, il geniale batterista dei Cream se n’è andato

Scomparso a 80 anni il musicista che formò il trio rock-blues con Clapton e Jack Bruce. Tra i migliori batteristi della storia, ha suonato anche l'afro beat con Fela Kuti

Ginger Baker

Ginger Baker

GdS 7 ottobre 2019
A 80 anni sabato ieri domenica 6 ottobre si è spento uno dei batteristi più inventivi del rock, uno dei maestri riconosciuti del rock-blues: Ginger Baker, inventivo batterista dei Cream, fenomenale storico trio britannico dei secondi anni ’60 formato da Eric Clapton alla chitarra e Jack Bruce (scomparso nel 2014) al basso. Baker ha suonato nei Blind Faith, negli Hawkwind, con numerosi artisti africani tra i quali Fela Kuti.

I Cream furono tra gli artefici della “Bristish Invasion” nel nord America e in Europa. Ha annunciato la sua morte la famiglia dopo una malattia. Baker aveva sofferto di alcune malattie: tra queste la broncopneumopatia cronica ostruttiva, provocata dall’aver fumato molto per tutta la vita, e l’osteoartrosi degenerativa che gli causava forti dolori alla schiena. Nel 2016 era stato operato al cuore.

All’anagrafe era Peter Edward Baker. Fu soprannominato “Ginger” (zenzero) per i capelli rossi. Nel 1966 fondò i Cream con Eric Clapton e Jack Bruce. È considerato tra i batteristi più geniali e fantasiosi di tutta la storia del rock insieme a genii della batteria quali sono stati John Bonham dei Led Zeppelin e Keith Moon degli Who.

Era nato a Londra il 19 agosto 1939. Le biografie dicono che amava la bicicletta e pensò anche al professionista. Suo padre morì nella Seconda guerra mondiale. Crebbe con la madre e il patrigno in condizioni di povertà, era un ragazzo di strada e il suo carattere viene descritto come irascibile e manesco. Lo “salvò” la passione per la musica. Iniziò con il jazz, che rimase il genere preferito, suonò in varie jazz band, e si teneva lontano dalla musica come business.

Il primo album dei Cream fu Fresh Cream, cui seguì nel 1967 Disraeli Gears, con un pezzo epico quale Sunshine of Your Love, e nel 1968 Wheels of Fire, doppio album con pezzi storici come White Room. Bastarono tre dischi epocali per dire che la band è stata una delle più influenti e ascoltate del rock intriso di blues e altro.



Nel 2012 Jay Bulger pubblicò il documentario sul batterista Beware of Mr. Baker. Ginger Baker: Hellraiser è il titolo della sua autobiografia.

Molti colleghi lo hanno ricordato con dolore. Mick Jagger, Brian May, Ringo Starr (“Dio benedica Ginger Baker, un musicista incredibile, selvaggio e inventivo”), Paul McCartney (“Ginger Baker, grande batterista, un ragazzo selvaggio e amabile”), Flea, Steve Van Zandt.