Paragone (M5s) usa 'C'è chi dice no' e Vasco Rossi se la prende: "Giù le mani delle mie canzoni"

La rockstar al senatore M5s: "C'è chi dice no lo dico io, e basta. I politici trovino contenuti originali anziché strumentalizzare la musica"

Gianluigi Paragone e Vasco Rossi

Gianluigi Paragone e Vasco Rossi

GdS 2 settembre 2019
Vasco Rossi si è notevolmente arrabbiato con il senatore Gianluigi Paragone che aveva postato su Facebook un video in cui afferma: "Domani si vota su Rousseau e sento già l'eco di una canzone che parte da lontano e dice 'C'è chi dice no, io non ci sono'. Io su Rousseau dico no, io non mi muovo". In sottofondo, proprio la celebre canzone del Vasco nazionale. Che, però, non ha gradito per nulla la citazione.
Dopo poche ore dal post di Paragone, ecco la replica (stizzita) di Vasco Rossi: "C'è chi dice no lo dico io: i politici devono mettere giù le mani dalle mie canzoni! Che imparino a usare parole originali loro e a non strumentalizzare la musica!!".
Poi, l'ulteriore chiarimento: "C'è chi usa le mie canzoni per le sue campagne politiche e di opinione... Voglio sia chiaro che io non autorizzo nessuno a farlo e per quello che mi è possibile cerco di impedirlo! Tanto meno si può pensare che io sia d'accordo con le opinioni di chi usa le mia musica per chiarire le sue idee confuse!!".
In sintesi, chi vuol dire no, lo dica quanto vuole. Ma non con le parole di Vasco.