Mattarella nomina un jazzista Cavaliere della Repubblica: Enrico Rava

Scelta forse un po’ insolita ma felice del capo dello Stato

Enrico Rava. Foto Giorgio Luzi

Enrico Rava. Foto Giorgio Luzi

GdS 22 maggio 2019
Marco Buttafuoco

Il titolo di Cavaliere all’ordine al Merito della Repubblica Italiana viene assegnato tutti gli anni, il 2 giugno e il 27 dicembre (anniversario della promulgazione della Carta Costituzionale) per “ compensare benemerenze acquisite verso la Nazione nel campo delle lettere, delle arti, dell’economia…."
Quest’anno fra le scelte del presidente Sergio Mattarella c’è n’è una un po’insolita ma particolarmente felice. Enrico Rava, ottant’anni il 20 agosto, è davvero un ambasciatore della musica e della cultura italiana. La sua lunghissima carriera, lo ha portato a suonare in Giappone (dove è molto popolare), in tutte le Americhe e su tutti i palcoscenici europei. La Repubblica Francese lo aveva già nominato Chevalier des Arts et Des Lettres e la Berkelee School of Music lo aveva insignito di una Laurea honoris causa.

Enrico Rava è un musicista dall’anima profondamente cosmopolita. Nato a Trieste da famiglia torinese, autodidatta, ha vissuto e lavorato per circa dieci anni negli Usa (alla fine degli anni ’60), dopo un lungo soggiorno in Argentina. Ha suonato in tutti i contesti e con musicisti di tutte le nazionalità; il grande batterista sudafricano Louis Moholo racconta che quando la sua band esule a Londra, verso la fine degli anni ’60 entrò in un periodo di crisi creativa fu proprio l’ascolto di Enrico Rava a dare una nuova vitalità a lui e al gruppo. Poi venne questo tizio italiano, Enrico Rava: “oh mio Dio, è un bluesman, è un coolman, è un trombettista fantastico”.

Rava, strumentista molto legato all’insegnamento di Miles Davis, ama e pratica tutti i generi musicali dal tango alla musica brasiliana, dal jazz più sperimentale alla tradizione italiana, cui dedicò, nel 1993 un disco molto bello e particolare "Rava l’Opera Va ".

Il riconoscimento presidenziale non si può certo equiparare a un premio alla carriera. Il trombettista torinese è tuttora attivissimo e celebrerà il suo compleanno con un lungo tour internazionale. È tuttora un protagonista della scena europea.
Certo, alcune delle sue recenti scelte musicali hanno destato qualche perplessità, ma nessuno può discutere la sua grandezza d’interprete e la sua grande apertura mentale.
L’onorificenza, del tutto simbolica, rende omaggio, senza se e senza ma, a un protagonista, a un’eccellenza della nostra arte.