Rock e psichedelia, i Tre Allegri Ragazzi Morti in tour con il nuovo disco

Il gruppo che suona mascherato presenta “Il sindacato dei sogni”: per l’album citano band come Television e Grateful Dead. Le date dei concerti

I Tre Allegri Ragazzi Morti. Foto Magliocchietti dall’ufficio stampa

I Tre Allegri Ragazzi Morti. Foto Magliocchietti dall’ufficio stampa

GdS 28 marzo 2019
I Tre Allegri Ragazzi Morti (Tarm in sigla) sono una delle migliori band del nuovo rock italiano definito alternativo. Dalle dichiarate ascendenze punk, suonano immancabilmente con maschere bianche tipo fantasmi in concerti alquanto infuocati. Il gruppo ha pubblicato un nuovo album di brani inediti, “Sindacato dei sogni” (La Tempesta / distribuzione di Believe/Master Music), che presenta in un tour al via da venerdì 29 marzo a Roncade (Treviso) al New Age (ore 22:00). Seguono le tappe del 30 a Lugano allo Studio Foce, il 6 aprile a Ravenna al Bronson, l’8 a Torino alle Officine Grandi Riparazioni, il 13 ad Arezzo al Karemaski, il 16 a Milano all’Alcatraz, il 18 a Roma al Monk, il 27 a Genova al Balena Festival. L’etichetta indipendente che pubblica il disco, La Tempesta, è stata fondata dai Tre allegri ragazzi.

Il titolo, avvisano i musicisti nella nota stampa, “è un chiaro omaggio al rock psichedelico (“Sindacato dei sogni” è la traduzione di The Dream Syndicate, il gruppo californiano formato nel 1981 da Steve Wynn, massimo esponente del movimento musicale Paisley Underground). “La vena psichedelica, filo conduttore del lavoro, ha trovato nel musicista e produttore Matt Bordin, già Mojomatics e Squadra Omega, l’interlocutore perfetto”. Il gruppo è formato da Davide Toffolo, Luca Masseroni ed Enrico Molteni.

Il disco è stato registrato nello studio di Bordin, una grande casa di pietra su bordo del bosco collinare del Montello nel trevigiano e ha affiancato i tre musicisti l'amico chitarrista Andrea Maglia. Tra le influenze i Tarm citano Television, Dream Syndicate, Grateful Dead, i Neu!, Can, Kraftwerk e “niente musica italiana”. E l'armonica in "Bengala" a qualcuno farà pensare a Bob Dylan o, chissà, Bruce Springsteen.