Loredana Berté si racconta: "Ho perso due mariti, ma è incomparabile al dolore per Mimì"

La cantante si confessa a Vanity Fair: "Desideravo un figlio per lasciare qualcosa, oltre ai dischi. Non ho mai amato"

Loredana Bertè

Loredana Bertè

GdS 30 gennaio 2019

"Un istante felice che ricordo? Gli esordi, quando Mimì e io non eravamo nessuno. Se sentivamo che c'era un provino in qualche città, partivamo subito in autostop. Non ci fermava niente, neanche le porte in faccia". Loredana Berté non manca mai di parlare della sorella, scomparsa in tragiche circostanze nel 1995.
Il ricordo di Mimì è vivo nella sua mente, così come il dolore per la sua perdita. In un'intervista rilasciata a Vanity Fair, in vista della sua partecipazione al 69esima edizione del Festival di Sanremo, la cantante parla del loro rapporto, della profonda stima che provava nei suoi confronti.



Ho perso due mariti, ma il dolore che ho provato è incomparabile per la perdita di Mimì. Quello sì, non lo auguro a nessuno: è una roba universale. Che non si cancella nel tempo. Sono passati più di 20 anni, sembra ieri. Sono sempre stata consapevole che non avrei raggiunto il suo livello. Non ero invidiosa. Ero orgogliosa di averla accanto. E mi sono sempre accontentata di quello che riuscivo a dare io.



"Desideravo un figlio per lasciare qualcosa, oltre ai dischi. Non ho mai amato", dice parlando dei suoi ex. Loredana ha avuto trascorsi difficili, sin da giovanissima: un padre abusante, una madre approfittatrice. È stata pestata, violentata, tradita e rinchiusa in manicomio.
Ma non ha mai pensato di ricorrere alla terapia. Non avevo i soldi per mangiare, figuriamoci se li avevo per la psicoanalisi. Mi sono curata da sola. chiudendo i rapporti con il nucleo familiare: loro non mi appartenevano. Mia madre di noi se ne fregava. Se a 12 anni uscivo di casa, non si accorgeva neanche quando, e se, rientravamo. Non ho mai avuto una famiglia e non mi manca. Non me ne frega niente. Questa è la cosa bella: non soffro più.