“Il Trovatore” di Verdi ambientato in epoca fascista parla all'Italia di oggi

Il Pergolesi di Jesi apre la stagione lirica con un allestimento trasposto sotto il regime mussoliniano. Manrico e Leonora diventano partigiani

Un momento del "Trovatore" di Jesi

Un momento del "Trovatore" di Jesi

GdS 24 ottobre 2018

“Il Trovatore” di Giuseppe Verdi viene trasposto in epoca fascista nell'allestimento che venerdì 26 ottobre alle 20,30 inaugura la 51esima Stagione Lirica del Teatro Pergolesi di Jesi. Dirige Sebastiano Rolli, firma la regia Valentina Carrasco. Nella nuova produzione di uno dei tre titoli della "trilogia popolare" ("Traviata" e "Rigoletto" gli altri due) Leonora e Manrico sono due giovani partigiani e il regime contrasta il loro amore nelle vesti del feroce Conte di Luna che qui diventa capo del ministero della propaganda.


Che una regista senta il bisogno di trasporre nel periodo fascista un'opera dove il potere è impersonato dal Conte cieco, possessivo e distruttivo avrà forse qualche significato sui nostri tempi e forse parla all'Italia di oggi.
Il libretto di Salvatore Cammarano è tratto dal dramma "El Trovador" di Antonio Garcìa-Gutiérrez. Suona la Form Orchestra Filarmonica Marchigiana, il coro del Teatro Ventidio Basso di Ascoli Piceno guidato da Giovanni Farina.
Marta Torbidoni canta Leonora, Ivan Defabiani è Manrico, Simone Alberghini è il Conte di Luna, la zingara Azucena è Silvia Beltrami. L'opera debuttò nel 1853. Replica domenica 28 ottobre alle 16.