Classica tra gli olivi del Salento con Beatrice Rana e amici

“ClassicheForme” è la rassegna fondata e diretta dalla giovane e già affermata pianista

Beatrice Rana. Foto di Nicolas Bets

Beatrice Rana. Foto di Nicolas Bets

GdS 3 luglio 2018

Il Salento non è solo la pur entusiasmante taranta. Dal 6 all'8 luglio, a Spongano, in provincia di Lecce, si tiene “ClassicheForme”, il secondo festival internazionale di musica da camera fondato dalla pianista Beatrice Rana, uno dei migliori talenti della classica emersi negli ultimi anni, salentina lei stessa.


Dichiara la musicista: «ClassicheForme vuole essere l’occasione per ascoltare nomi di rilievo del panorama musicale internazionale e giovani talenti che ne rappresentano l’avvenire. Il festival è, inoltre, un itinerario incantevole che unisce la bellezza della musica allo splendore e al fascino della storia di antiche e nobili residenze, come quella del Palazzo Bacile di Castiglione a Spongano».
Tra campagne con uliveti secolari e non lontano dal mare, la rassegna prevede concerti, letture e proiezioni all'Ipogeo Bacile – Teatro Sotterraneo di Castiglione, antico frantoio che vanta una splendida acustica, e all'Atrio del Palazzo Bacile di Castiglione.
I programmi delle tre serate sono costruiti su temi differenti: venerdì 6 è un “tutto Brahms” cameristico (con tra gli altri la pianista Beatrice Rana e la violoncellista Ludovica Rana).
Sabato 7 alle 21 sempre all'Ipogeo Bacile si tiene una “serata americana” e con omaggio al compositore, direttore d'orchestra e pianista Leonard Bernstein nei cent'anni dalla nascita e quindi con autori nordamericani a lui legati, come Aaron Copland, Charles Ives, John Cage, Samuel Barber, Jake Heggie.


Domenica la serata è all'insegna del tema “acqua” nell'atrio del Palazzo Bacile di Castiglione a Spongano, con la prima esecuzione assoluta di una nuova commissione di “ClassicheForme” a Marcello Panni intitolata “Forellen Trio”, interpretata da Solenne Païdassi al violino, da Eivind Holtsmark Ringstad alla viola e da Ludovica Rana al violoncello, cui segue il Quintetto “La trota” di Franz Schubert. Seguirà una festa jazz.



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