La lenta strada della guarigione: Il Bataclan due anni dopo la strage

A due anni dalla strage del 13 novembre che provocò 130 morti, il Bataclan ha terminato la sua convalescenza e ha ripreso vita ospitando vari artisti.

La lenta strada della guarigione: Il Bataclan due anni dopo la strage
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13 Novembre 2017 - 13.50


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Oggi si ricordano i molti che, esattamente due anni fa, persero la vita al Bataclan. La ripresa del locale, ufficialmente sancita dopo un anno di lutto dal concerto di Sting del 12 novembre 2016, non si è certamente compiuta in così breve tempo.

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Solo ora, a due anni dalla strage del 13 novembre che provocò 130 morti, il Bataclan ha terminato la sua convalescenza e ha ripreso vita ospitando vari artisti tra cui Francesco De Gregori, lo scorso 20 ottobre.

“I mesi che hanno seguito la riapertura sono stati piuttosto difficili in termini di programmazione e gli spettacoli sono stati riproposti gradualmente”, ha spiegato Jules Frutos, co-direttore della storica “sala da spettacolo” di Parigi. “Abbiamo avuto un certo numero di rappresentazioni nel primo trimestre del 2017, ma sono state ben al di sotto di un primo trimestre tradizionale”, ha detto Frutos, aggiungendo che un evento “viene programmato sei, nove, dodici mesi prima”.

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Ma se da una parte, il numero di spettacoli tenuti al Bataclan è sceso di circa il 20% negli ultimi dodici mesi, d’altra il tasso di partecipazione, con la sala piena al 90%, è stato “molto soddisfacente”.

Mentre il Bataclan ha completato la sua ricostruzione quasi identica, con una capienza da 1.500 a 1.700 persone, la concorrenza, già forte con altre importanti sedi parigine come La Cigale, Olympia e Trianon, è cresciuta con la riapertura dell’Elysée Montmartre e la Salle Pleyel nel settembre del 2016. “L’offerta è più importante, il contesto economico è iper-teso. Ma questo è buono, ci obbliga a reagire”, dice Frutos, ammettendo che “la nostra preoccupazione era il pubblico”.

“Temevamo un blocco, volevamo vedere come il pubblico si sarebbe comportato. Ora non abbiamo paura di questo, anche se ci sono tragedie come l’attacco di Manchester al concerto di Ariana Grande, che possono riportarci a quello che è successo a casa nostra” quando quella notte del 13 novembre 90 persone furono massacrate al Bataclan.

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Dal giorno della sua riapertura, la polizia staziona 24 ore su 24 nei pressi della sala. “Siamo tra i luoghi sensibili per i quali viene attivata una mobilitazione. Abbiamo parlato molto con gli agenti, in modo che il dispositivo di sicurezza sia meno visibile che all’inizio”, afferma Frutos.

Quanto alla biglietteria, il ritorno alla normalità è confermato, dato che per il primo trimestre del 2018 sono in programma circa cinquanta spettacoli. Una buona media, secondo il manager per il quale “l’anno prossimo sembra piuttosto buono”. “Siamo in una fase che abbiamo tardato a trovare. D’ora in poi, affronteremo problemi normali, quelli che incontriamo nel lavoro quotidiano”.

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