Einaudi con Greenpeace: suona tra i ghiacci per salvare l'Artico

Esegue al pianoforte il suo inedito “Elegy for the Arctic” su una piattaforma galleggiante alla deriva nel Mar Glaciale Artico.

Einaudi con  Greenpeace: suona tra i ghiacci per salvare l'Artico
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21 Giugno 2016 - 11.59


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Ludovico Einaudi sostiene la campagna di Greenpeace con una performance di fronte al ghiacciaio Wahlenbergbreen, alle Isole Svalbard, in Norvegia.

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“Arrivare qui è un’esperienza incredibile. L’artico non è un deserto ma un luogo pieno di vita. Ho potuto vedere con i miei occhi la purezza e la fragilità di quest’area meravigliosa. E suonare una mia composizione ispirata alla bellezza dell’Artico e alle minacce che subisce a causa del riscaldamento globale. Dobbiamo comprendere l’importanza dell’Artico per proteggerlo prima che sia troppo tardi”, dichiara Einaudi.

Il compositore ha raggiunto il ghiacciaio a bordo della nave Arctic Sunrise di Greenpeace, unendosi all’appello firmato da quasi otto milioni di persone per chiedere alla comunità internazionale di sottoscrivere al più presto un accordo che protegga l’Artico dallo sfruttamento e dai cambiamenti climatici.

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L’azione di Greenpeace si è svolta alla vigilia di un’importante riunione dell’Ospar, la commissione internazionale deputata alla conservazione dell’Atlantico nordorientale, che proprio in questi giorni discute dell’istituzione di un’area protetta di oltre 226mila kmq nelle acque internazionali del Mar Glaciale Artico, al momento il mare meno protetto del mondo. Si tratterebbe di un’area con un’estensione pari a quella della Gran Bretagna.

La decisione è sostenuta dal parere del comitato scientifico dell’Ospar, che ha riconosciuto l’elevato valore ecologico di questa regione e la gravità del processo di disgelo causato dai cambiamenti climatici. Per questo Greenpeace chiede l’istituzione di un Santuario Artico in cui sia vietata qualsiasi attività industriale ed estrattiva. Tuttavia, sotto la pressione dei governi di Norvegia, Danimarca e Islanda, che stanno cercando di ostacolare il processo di approvazione, l’accordo potrebbe saltare.

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Nelle scorse settimane Greenpeace ha pubblicato il rapporto scientifico “What happens in the Arctic doesn’t stay in the Arctic” (Quel che accade nell’Artico non resta confinato nell’Artico), svelando come questo ecosistema unico e prezioso si stia scaldando due volte più in fretta che qualsiasi altra regione del mondo, con possibili gravi ripercussioni sull’intero clima terrestre, che alle nostre latitudini si manifesteranno con un incremento dei fenomeni meteorologici estremi.

Come se non bastasse, il ritiro dei ghiacci causato dal riscaldamento globale renderà più facile la pesca, il trasporto marittimo e l’estrazione di combustibili fossili, mettendo a rischio la sopravvivenza dell’Artico. Basti pensare che a causa della scomparsa dei ghiacci, per realizzare la performance è stato necessario costruire una piattaforma galleggiante che potesse sostituire la banchisa e ospitare il pianoforte su cui Einaudi ha suonato la sua elegia in difesa dell’Artico.

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