Fabrizio De André è ancora tra noi: La nave di Teseo dedica un’intera collana al cantautore genovese

Partendo dall’assunto ampiamente condiviso che il cantautore genovese sia stato un poeta, con questa collana si intende studiarne il patrimonio di canzoni, testi sparsi e appunti

Fabrizio De Andrè

Fabrizio De Andrè

Giuseppe Costigliola 10 maggio 2021

A oltre ventidue anni dalla prematura scomparsa, Fabrizio De André rimane uno dei cantautori più amati nel nostro Paese. La sua opera è considerata una pietra miliare della canzone e della poesia italiane, uno degli ultimi sviluppi di un lungo percorso storico musicale e letterario.

Una produzione così ricca e feconda, strettamente intrecciata con la nostra storia recente, di cui anzi fornisce penetranti chiavi interpretative, merita di essere approfondita, ed è dunque lodevole l’iniziativa editoriale intrapresa da La nave di Teseo che, con l’ausilio di Dori Ghezzi e della Fondazione De André, ha varato un’apposita collana dedicata al celebre “Faber, I libri di Fabrizio De André.
Partendo dall’assunto ampiamente condiviso che il cantautore genovese sia stato un poeta, con questa collana si intende studiarne il patrimonio di canzoni, testi sparsi e appunti ed evidenziare il fitto dialogo che essi intessono con la tradizione letteraria italiana. Ma l’approfondimento vuole anche essere storico, in senso più ampio, poiché interrogarsi sull’artista e intellettuale che ha interagito dialetticamente con la realtà sociale italiana per oltre un quarantennio significa anche analizzarne i risvolti politici e culturali, il ruolo che nella stessa società hanno avuto l’industria culturale, gli intellettuali a essa collegati e i prodotti artistici realizzati per il consumo di massa,.

I primi due volumi, usciti in contemporanea, sono ripubblicazioni che ben illuminano questoprogetto. Accordi eretici, a cura di Bruno Bigoni e Romano Giuffrida e con la prefazione di Dori Ghezzi ( 17.00, pp.

260), apparve nel 1997, ed è la prima monografia dedicata a De André nata con l’obbiettivo di esplorare in modo organico le componenti culturali, poetiche e musicali che hanno segnato l’universo artistico di “Faber (il quale, tra l’altro, ne rivide le bozze). Si tratta di un affascinante viaggio nell’officina creativa di un grande artista, arricchito dai suoi manoscritti, alcuni presentati per la prima volta in questa edizione: appunti, testi di canzoni, pensieri che arricchiscono l’opera in divenire di Fabrizio De André. Un’opera che e questa è una delle conquiste del libro si configura come lo sguardo di un intellettuale su un mondo anch’esso in continuo divenire, con un canzoniere che racconta i cambiamenti della società italiana, accompagnando o anticipando le sue ri(in)voluzioni. Il libro si apre con la folgorante lettera che Mario Luzi scrisse a De André, con la quale, da poeta a poeta, riconosce l’alto valore letterario della sua produzione, e la relativa rispostaautografa del cantautore, qui pubblicata per la prima volta. Seguono dei saggi molto acuti ed empatici (di Ezio Alberione, Bruno Bigoni, Fulvio De Giorgi, Franco Fabbri, Umberto Fiori, Dori Ghezzi, Romano Giuffrida, Mario Luzi, Liana Nissim, Luigi Pestalozza) che, ripartiti in tre grandi sezioni (L’intellettuale, Il poeta, Il musicista) con ammirevole piglio filologico analizzano dadiversi e convergenti punti di vista l’opera e il successo di De André. Apprezzabile la suggestiva appendice con scalette di tour, studi preparatori di testi, bozze di articoli e della prima edizione di questo libro con gli appunti autografi di Fabrizio, oltre a una puntuale discografia completa.

Il secondo volume della collana, Volammo davvero. Un dialogo ininterrotto, curato da Elena Valdini(€ 20.00, pp. 460) per la Fondazione Fabrizio De André Onlus, apparve nel 2007 e si presenta come un’opera ampliata. Con la prefazione di Dori Ghezzi, la nuova introduzione di Sandro Veronesi e la postfazione di Dario Fo, offre decine di contributi (tra i numerosi altri, di Michele Serra, Nicola Piovani, Antonio Tabucchi, Roberto Vecchioni, Adriano Sofri, Aldo Grasso, Fernanda Piovani, don Andrea Gallo, Riccardo Bertoncelli, Mauro Pagani) divisi per temi: appunti letterari, americani, di poesia, sulla giustizia, anarchici, sulla voce, sulla guerra, antimilitaristi, su lingua e dialetto, sul pentagramma, sulla donna. È insomma una sorta di romanzo in frammenti, che raccoglie molteplici voci del discorso ininterrotto che Fabrizio De André ha aperto con le sue canzoni e il suo percorso esistenziale. Un dialogo a tutto campo su letteratura, musica, impegno e sui tanti temi civili percorsi da un cantautore che voleva “essere socialmente utile”.

In definitiva, la vicenda artistica e intellettuale di Fabrizio De André rimane di straordinaria attualità, e merita davvero di essere ulteriormente indagata e diffusa, oggi ancora più di ieri. Come scrivono i curatori di Accordi eretici, la sua è “la storia di un coraggioso che non ha mai smesso di puntare la prua della sua galea carica di dannati, di esclusi e di servi disobbedienti verso i porti del disinteresse, dell’arroganza e della violenza dei piccoli e grandi borghesi perché lì, la loro voce,potesse continuare a gridare con rabbia e disincanto” le colpe di noi tutti riguardo le ingiustizie del mondo e lo sfruttamento dei “dannati della terra”. Sì, perché quella cantata da De André è una storia che riguarda ognuno di noi, come ammoniva una sua celebre canzone, Nella mia ora di libertà: Per quanto voi vi crediate assolti, siete per sempre coinvolti”.