Perché i Golden Globe rischiano di venire cancellati?

Un'inchiesta del Los Angeles Times ha puntato il dito contro la Hfpa, l'associazione di giornalisti che assegna il premio, accusandola di essere una casta molto chiusa e poco trasparente

Golden Globe

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Giuseppe Cassarà 11 maggio 2021

Considerati i fratelli minori degli Oscar, i Golden Globe sono per importanza il secondo premio cinematografico statunitense, ma non godono di buona fama. Tanto che la notizia che la Nbc, il network che di solito trasmette (e finanzia) la cerimonia, ha annunciato che non manderà in onda l’evento, che privato dei fondi potrebbe anche non avere luogo, ha innescato un effetto valanga, con attori del calibro di Scarlett Johannsson e Tom Cruise che stanno restituendo le statuette vinte negli anni passati (Cruise ne ha riconsegnate tre). La Nbc, peraltro, non è stata la prima a cominciare questa ‘rivolta’: già settimana scorsa Netflix e Amazon si erano tirate indietro.

Ma qual è il motivo di questa fuga? I Golden Globe sono assegnati ogni anno dalla Hfpa, la Hollywood Foreign Press Association, un’associazione di giornalisti non statunitensi che raccontano il mondo di Hollywood all’estero.

Almeno, in teoria. Da febbraio scorso, a causa di un’inchiesta del Los Angeles Times, si è cominciato a puntare ripetutamente il dito contro la Hfpa, accusandola principalmente di essere una casta ristrettissima di persone che non sono neanche giornalisti di spettacolo, i cui nomi non sono facilmente reperibili (tra le accuse c’è anche la poca trasparenza dell’associazione), straordinariamente ricca e influente nel decidere se un film avrà o meno successo ma per ragioni spesso imperscrutabili che hanno a che fare più con il denaro che con il valore artistico (cosa che negli anni ha portato i Golden Globe a essere spesso ‘presi in giro’ per le assegnazioni dei premi).

Che con Hollywood l’arte c’entri poco non è una novità e persino gli Oscar sono più un termometro politico che un premio cinematografico. Ma uno dei principali fattori che ha determinato la bufera in corso è anche l’accusa di scarsa, se non nulla, inclusività: nessuno degli 87 membri del Hfpa è nero, ma in generale è poco chiaro come funzionano le assegnazioni dei paesi all’interno dell’associazione. Come riporta il Los Angeles Times nella sua inchiesta, all’interno dell’associazione ci sono bizzarre come il fatto che la giornalista (ed ex presidente dell’associazione) indiana Meher Tatna, che a rigor di logica dovrebbe rappresentare l’India, rappresenti invece Singapore, o che un altro ex presidente, Theo Kingma, olandese, rappresenti Cuba e Australia. Insomma, sembrano - questa l’accusa - assegnazioni di comodo, fatte perché bisogna farle e per non smuovere le poltrone dei membri, alcuni dei quali hanno oltre 90 anni e - riporta sempre il Times - sono ciechi o sordi. Impedimenti notevoli se il centro del lavoro è valutare un film.

Non solo: la Hfpa è un’associazione no-profit, quindi paga pochissime tasse. Ed essendo composta solo da 90 membri (dichiarati, 87 secondo il LA Times), gli stipendi di questi giornalisti sono parecchio cospicui. Secondo l’inchiesta, negli ultimi anni l’associazione avrebbe messo da parte fino a 55 milioni di dollari, ricevuti da finanziamenti di vario genere, senza contare i trattamenti di favore che i membri della Hfpa ricevono da parte delle case di produzione. Anche se in teoria è proibito ai membri ricevere regali dalle case cinematografiche, nel circuito di Hollywood esistono altri modi per ingraziarsi qualcuno che non sia esclusivamente il denaro. Viaggi, per esempio, con annessi soggiorni in hotel superlusso. Una delle serie candidate ai Golden Globe 2020 era ‘Emily in Paris’ e, secondo quanto raccontato da alcuni membri anonimi dell’associazione, contattati dal Times, un cospicuo numero di giornalisti è stato invitato a Parigi per assistere alle riprese ed è stato trattato ‘come re e regine’.

Ma perché ingraziarsi i membri di un’associazione che a quanto pare non piace a nessuno? Per due principali ragioni: la prima è che non tutti i membri dell’Hfpa sono degli impostori, ma sono invece giornalisti preparati con una solida carriera alle spalle. La seconda sta proprio nel numero ristretto di membri: mentre il comitato degli Oscar è composto da migliaia di persone, gestire e intessere rapporti con un ristretto numero di giornalisti è molto più facile ed economicamente più conveniente per le case di produzione. Aggiungiamo anche il fatto che i Golden Globe, a differenza degli Oscar, sono un premio non solo cinematografico, ma anche televisivo, e la concorrenza tra i vari titoli è ancora più spietata. Si fa quindi a gara per tenersi buoni i membri della Hfpa, che rimangono quindi una casta molto privilegiata con un’enorme influenza nel mondo dello spettacolo statunitense.

Le cose però potrebbero cambiare: ritrovatasi al centro di una polemica come mai aveva dovuto affrontarne, l’associazione ha annunciato che intraprenderà delle significative riforme interne, ma a quanto pare solo l’annuncio non è bastato a dissuadere la Nbc dall’abbandonare la nave. Con un comunicato, il network ha dichiarato: “Continuiamo a credere che la Hfpa voglia intraprendere riforme significative. Ma cambiamenti di questa grandezza richiedono tempo e lavoro e pensiamo fermamente che l'associazione debba fare le cose per bene. Per questo non manderemo in onda i premi 2022 ma pensiamo di poterlo fare nel gennaio 2023”.