Mafia, frodi fiscali e soldi in nero a Gabriel Garko: in manette la cantante Ana Bettz

L'operazione, coordinata da 4 procure anti-mafia, ha portato anche al sequestro di 1 miliardo di euro. 

Anna Bettz

Anna Bettz

GdS 8 aprile 2021

La cantante e imprenditrice Anna Bettozzi, in arte Ana Bettz, è stata arrestata con l'accusa di aver messo in piedi un'associazione a delinquere operante nel settore petrolifero per aggirare il fisco. L'operazione, coordinata da 4 procure anti-mafia, ha portato anche al sequestro di 1 miliardo di euro. 
Secondo quanto scrive Repubblica, Anna Betz è nata a Porto Rotondo e un tempo vicina di casa di Silvio Berlusconi, ha iniziato la sua carriera nel settore immobiliare. Poi è entrata nel mondo dello spettacolo e alla fine la svolta: ha sposato il petroliere Sergio Di Cesare, lo stesso uomo con cui nel 1999 venne sequestrata in una villa romana. I rapinatori rubarono 100 milioni di lire prima di sparire nel nulla. Ereditata la chiacchierata azienda petrolifera del marito, la donna ha cercato di risollevare la compagnia. E per farlo però sarebbe entrata in contatto con il clan dei Casalesi, la famiglia Moccia o i Formicola. E così facendo in soli 36 mesi il giro d’affari della Maxipetroli è cresciuto esponenzialmente, rendendo il fatturato 45 volte superiore.

Bettozzi, scrive Repubblica, è stata fermata a bordo della sua Rolls Royce mentre stava cercando di superare il confine di Ventimiglia. Nel cofano della sua auto c’era una borsa con 300 mila euro in contanti.

Nell’indagine emerge la figura di Alberto Coppola: è riuscito a rivitalizzare la Maxpetroli mediante un’iniezione di liquidità nel momento del bisogno, grazie agli investimenti del denaro della Camorra. Sono numerosi i colloqui telefonici tra Coppola e la Bettozzi. E i rapporti spesso sono tesi: “Alberto io non sono abituata così! Perdonami. Perdonami io ho soci che si chiamano Tronchetti Provera e Silvio Berlusconi”, dice la donna non sapendo di essere intercettata.

“Dall’ascolto delle conversazioni telefoniche e ambientali emerge la stipula di un contratto - si legge nell’ordinanza - per la realizzazione di uno spot pubblicitario tra Anna Bettozzi e l’attore Garko in cui parte del corrispettivo pattuito, pari a 150mila euro è stato versato in denaro contante. L’attore, intercettato in una conversazione, si lamenta della parziale difformità tra gli importi concordati come fatturabili in chiaro rispetto al quantum da corrispondere in nero. Le parti concertano come dovrà avvenire la corresponsione del compenso pattuito pari a 250mila euro: 50mila euro già versati (“50 te li ho già dati e rimangono 200”); 100mila in contanti prima del contratto (“il cash prima del contratto!”); 100mila euro all’atto della stipula del contratto (“100 in nero e 100 fatturato;sul contratto va messo solo il fatturato!”)”.