Disastro Coronavirus su film, concerti e spettacoli: perdite devastanti

Assomusica, l’Agis , l’Anec con l’Anica stimano le perdite: posti e imprese a rischio crollo, appelli al governo

Sala vuota

Sala vuota

GdS 26 febbraio 2020
Concerti rock, pop, classica cancellati, teatri musicali e di prosa chiusi, cinema disertati, tournée rinviate, film che usciranno prossimamente e non più nei giorni previsti: gli effetti del Coronavirus sono devastanti per il settore dello spettacolo già di per sé molto precario.
Assomusica, l'Associazione degli Organizzatori e Produttori di Spettacoli di Musica dal Vivo, stima in 10,5 milioni di euro già persi per i soli spettacoli di musica dal vivo.
L’Agis - Associazione Generale Italiana dello Spettacolo ed elaborata sui dati della Siae ha calcolato che «la chiusura (dallo scorso weekend fino al prossimo 1° marzo) dei luoghi di spettacolo nelle Regioni colpite dai casi di contagio del Coronavirus provocherà una perdita economica di oltre 10 milioni di euro, diretta causa della cancellazione di 7.400 spettacoli”.
L’Anec, l’associazione degli esercenti del cinema, comunica dati altrettanto drammatici: “dopo il forte calo di spettatori nel weekend (22 e 23 febbraio, ndr), anche ieri si è registrato un calo del 65% sul 2019 e del 75% rispetto alla settimana precedente; in più, questa settimana è stato previsto il rinvio dell’uscita della gran parte dei titoli di maggior richiamo».

«La vendita dei biglietti si è completamente fermata, non solo nelle Regioni dove sussiste l’emergenza, ma a livello nazionale, a causa della situazione di panico dilagante. Si stima inoltre una conseguente ricaduta di almeno 20 milioni di euro sulle città che avrebbero dovuto ospitare gli eventi», dichiara il presidente di Assomusica, Vincenzo Spera. «La musica dal vivo è uno dei settori più deboli, perché non dispone di alcun tipo di contribuzione e si trova a dover fronteggiare tutta una serie di difficoltà che gli altri settori dello spettacolo non hanno. Abbiamo scritto al Presidente del Consiglio e ai Ministri interessati. Constatiamo che non ci sono ancora strumenti che sembrano tener conto della nostra realtà», prosegue Spera. «Il rischio è che molte delle società e dei promoter attivi soprattutto sui territori locali e regionali subiscano un rapido crollo».

L’Agis ha scritto al Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo Dario Franceschini una lettera in cui chiede l’apertura di uno “stato di crisi”, provvedimenti e misure urgenti.

Per i lavoratori e le imprese cinematografiche nelle Regioni dove le sale restano chiuse almeno fino a domenica 1° marzo Mario Lorini, presidente dell’Anec, chiede «urgenti misure straordinarie, come ad esempio la cassa integrazione in deroga. Siamo certi, e ci siamo già attivati al riguardo, che il Governo e i Ministeri competenti sapranno valutare con attenzione: assieme alle Associazioni dello spettacolo abbiamo chiesto che sia dichiarato lo stato di crisi per tutto il territorio nazionale; assieme all’Anica stiamo dialogando con il Mibact, mentre si sta aprendo un confronto al Ministero dello sviluppo economico che coinvolge tutti i settori dell’industria e del commercio».

«Purtroppo”, osserva Lorini, «in questo momento prevale un senso di allarme anche laddove non vi sono rischi per la salute pubblica e ciò si traduce in un impatto drammatico per le imprese di esercizio di tutta Italia». (Cl.Sar)