Sandra Milo: "Il nome nuovo della politica italiana? Luca Zaia"

L'attrice musa di Fellini: "Salvini ha fatto bene a rompere, ma poi mi a deluso quando ha cercato di rientrare nel governo. Conte si è comportato bene"

Sandra Milo

Sandra Milo

GdS 29 agosto 2019

Ospite alla 76esima Mostra del Cinema di Venezia, l'attrice Sandra Milo, che Fellini diresse in due capolavori come Otto e Mezzo e Giulietta degli Spiriti, ha detto la sua sulla situazione politica italiana, dando le pagelle ai protagonisti di questa estate all'insegna della crisi: "Il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte" ha detto la 'Sandrocchia' nazionale, "si è comportato bene, si è difeso molto bene. Alla fin fine, però, nessuno ha la forza vera e propria di imporre uno stile a un Paese che lo stile non ce l'ha più".
Quanto al segretario della Lega Matteo Salvini, afferma l'attrice 86enne, "ha rotto un governo che non approvava più e ha fatto bene. Ha fatto malissimo poi a chiedere di ritornare con lo stesso governo che lui aveva lasciato. Ciò mi è molto dispiaciuto".
E il capo politico del Movimento 5 stelle Luigi Di Maio? "Non l'ho mai seguito molto, non saprei. A me piace Grillo, mi piace e mi diverte". E il segretario del Pd Nicola Zingaretti? "Non lo conosco".


Per l'attrice nel panorama politico italiano c'è però un leader che si sta facendo largo: "A me piace molto Luca Zaia, il governatore del Veneto. Io non sono della Lega, non sono di nessun partito, però ho seguito sui giornali quello che ha fatto Zaia per la sua regione. E a mio parere Zaia è una persona di valore e anche coerente ed oggi la coerenza è molto difficile ma a me è una dote che piace".


Da Sandra Milo infine una riflessione seria sullo stato della politica che lei ha conosciuto bene negli anni Ottanta per la sua vicinanza al leader socialista Bettino Craxi: "Oggi abbiamo una società che fa fatica a trovare un'identità. Anche la politica cambia: oggi uno è di destra, poi domani è di sinistra. Ma non è perché è un pagliaccio, no affatto, ma è perché la vita è cambiata, è così. Però ciò ci porta a uno scompenso, a una perdita di equilibrio, perché non sappiamo più a chi rifarsi: quali sono i modelli? Quali sono le persone alle quali ispirarsi?".