Eredità di Alberto Sordi: tutti assolti, il fatto non sussiste

Si chiude così in primo grado il processo sull’eredità Sordi che vedeva imputate nove persone accusate a vario titolo di circonvenzione di incapace e ricettazione ai danni di Aurelia Sordi

Aurelia Sordi

Aurelia Sordi

GdS 28 febbraio 2019

Tutti assolti perché il fatto non sussiste. Si chiude così in primo grado il processo sull’eredità Sordi che vedeva imputate nove persone accusate a vario titolo di circonvenzione di incapace e ricettazione ai danni di Aurelia Sordi, sorella di Alberto, morta a 97 anni il 12 ottobre 2014. Al centro del contendere una donazione di 2,3 milioni fatta al personale di servizio dall’anziana quando però, secondo l’accusa, era già incapace di intendere e di volere.


Il giudice Maria Elena Mastrojanni della settima sezione penale del tribunale di Roma ha inoltre disposto il dissequestro e la restituzione di tutte le somme e dei conti correnti sequestrati agli imputati, fra cui c’erano alcuni dei più stretti collaboratori del popolare attore e della sorella, tra cui il factotum Arturo Artadi, la moglie (deceduta a processo in corso) e altri 5 dipendenti di Villa Sordi, oltre al notaio Gabriele Sciumbata e l'avvocato Francesca Piccolella, per i quali la Procura aveva chiesto 4 anni, e l’avvocato Carlo Farina (per lui il pm aveva chiesto 2 anni).