La nuova Africa danza e suona al RomaEuropa Festival (con Rokia Traorè)

Con lo spettacolo “Kirina”, su un'epopea del XIII secolo, parte la rassegna. L'economista Sarr: "Africa più utopia per un futuro diverso del continente"

“Kirina” al RomaEuropa Festival

“Kirina” al RomaEuropa Festival

GdS 17 settembre 2018

RomaEuropa Festival, manifestazione che amplia sempre il raggio della conoscenza e del piacere su teatro, danza, musica e culture, compie il 33esimo anno, si tiene dal 19 settembre al 25 novembre in 26 luoghi della capitale, accoglie più di 300 artisti provenienti da tutto il mondo e apre il cartellone con uno spettacolo dove si incontrano Africa e Occidente: “Kirina”. Da martedì 19 al 22 settembre al Teatro Argentina lo spettacolo viene descritto come “un’opera per nove danzatori, un attore, quattro musicisti, due cantanti e quaranta figuranti nata dalla collaborazione tra il coreografo Serge-Aimè Coulibaly (già danzatore per Les Ballets C de la B di Alain Platel e fondatore della Faso Danse Théâtre), la cantante maliana Rokia Traorè, e lo studioso e scrittore Felwine Sarr in veste di librettista”. Rokia Traorè, tanto per ricordarlo, è una delle musiciste più ammalianti e profonde del panorama mondiale, non solo africano.
Lo spettacolo viene da una località nell’odierna Guinea “dove si è svolta l’ultima battaglia da cui è nato l’impero mandingo nell’Africa Occidentale”. Da qui parte il racconto sulla marcia di un popolo nel suo momento di massima forza e splendore”. “Le nostre società sono in perenne movimento, le popolazioni cambiano velocemente nelle grandi città e queste trasformazioni fanno parte di una grande marcia, quella dell’umanità”, dice il coreografo il coreografo Serge-Aimé Coulibaly agli organizzatori.
Sarr: “Utopia e Africa per un futuro del continente diverso”
Prima del debutto, martedì 18 settembre, alle 18.all'Opificio Romaeuropa il librettista di Kirina Felwine Sarr dialoga con il sindacalista italo-ivoriano Aboubakar Soumahoro e con la giornalista Francesca Caferri per il primo incontro dell’inserto di Repubblica insieme a “REf2018” (a ingresso libero). Economista, 46enne, Sarr a Robinson parla del suo libro “Afrotopia”, descritto da Francesca Caferri nell’inserto culturale come un testo in cui si mischiano “economia, filosofia e poesia culminando in un invito al continente a ripensare il suo passato e il suo presente per immaginare un futuro diverso”. “È un neologismo che mette insieme Africa e utopia – spiega Sarr alla giornalista- è un invito al mio continente a elaborare una nuova idea di realtà. L’Africa è come un bambino nato da poco che deve crearsi uno spazio teologico, filosofico ed economico”. E su”Kirina” dice: è “basato sulla storia di Sundiata, che fondò l’impero del Mali nel tredicesimo secolo. Mette insieme generi e voci diverse, tutte però espressioni dell’Africa di oggi”.


Il sito di RomaEuropa Festival