Mastandrea a caccia dei suoni dello spazio: "i puri sono i veri marziani"

Nei cinema dal 7 giugno Tito e gli alieni di Paola Randi. La storia di uno scienziato che cerca la voce di sua moglie nell'universo

Tito e gli alieni

Tito e gli alieni

GdS 4 giugno 2018

Arriva nei cinema un piccolo film indipendente italiano pieno di poesia e creatività con protagonista un perfetto e disincantato Valerio Mastandrea nei panni di uno scienziato studioso degli alieni.
Tito e gli alieni, della regista milanese Paola Randi, già passato al Festival di Torino e ora in sala con la Lucky Red dal 7 giugno in oltre 100 copie, è una favola che racconta il mondo dei bambini, il loro immaginario e l'importanza del ricordo.
La storia ci porta nel Nevada dove un mite e silenzioso professore, interpretato da Mastandrea, da quando ha perso l'amata moglie, vive isolato nel deserto accanto alla famosa Area 51, l'enorme zona militare di 26 mila km, a circa 150 km a nord-ovest di Las Vegas.
Il professore è un bravo scienziato e dovrebbe lavorare ad un progetto segreto per il governo degli Stati Uniti, ma in realtà passa le sue giornate su un divano rosso ad ascoltare messaggi dallo spazio. Il suo solo contatto con il mondo è Stella (Clemence Poesy), stralunata ragazza che organizza matrimoni per i turisti a caccia di alieni.
Un giorno, però, arriva un video-messaggio da Napoli. È suo fratello (Gianfelice Imparato) che sta morendo e che gli affida i suoi figli: Anita (Chiara Stella Riccio), 16 anni, e Tito (Luca Esposito), 7 anni. Arrivati a Las Vegas i due ragazzini si aspettano l'America vista nei film e invece si ritrovano in mezzo al nulla, nelle mani di uno zio confuso e pigro. In un luogo strano e misterioso dove si dice che vivano anche gli alieni.
"Gli alieni? Gradirei - ha detto Valerio Mastandrea - non avere rapporti con loro finché sono in vita. Non credo a chi dice 'sono già tra noi' o 'ci osservano', sono cose che mi fanno venire ansia. Uso il termine alieni solo quando incontro quelle persone umane non omologate, molto pure e buone. Sono loro i veri marziani di questa terra".
"Interpreto uno scienziato - ha continuato l'attore - che, dopo la morte della moglie, non riesce più a vivere il presente. È uno che dorme finché viene svegliato da questi due ragazzini che vengono da Napoli e che gli insegnano a volersi bene e ad essere amato".
"Il film - ha spiegato la regista Paola Randi - nasce da un'esperienza personale. Mio padre, nell'ultima parte della sua vita, aveva perso la memoria e guardava il ritratto di mia madre morta per conservarne il ricordo. E così ho immaginato un uomo che cercava la voce di sua moglie nell'universo".
Tito e gli alieni è stato girato tra Spagna, Nevada e Montalto di Castro ed è stato prodotto da Bibi Film con Rai Cinema. E' il secondo lungometraggio della Randi. Il suo primo film, Into Paradiso (2010), presentato alla Mostra del cinema di Venezia a Controcampo Italiano, aveva ricevuto numerosi riconoscimenti tra i quali Miglior film al Festival Bimbi belli di Nanni Moretti e quattro nomination ai David di Donatello.


 


All'auditorium dell'Agenzia Spaziale Italiana (andato tutto esaurito) è stata un'organizzata l'anteprima del film nell'ambito del progetto #SpazioCinema realizzato con la direzione artistica del Giornale dello Spettacolo