Nella "Terra dell'abbastanza" la criminalità si fa largo nella periferia romana

Il lavoro dei gemelli Damiano e Fabio D'Innocenzo dal 7 giugno nelle sale. Con Luca Zingaretti nel ruolo di un boss

Una scena da "La terra dell'abbastanza"

Una scena da "La terra dell'abbastanza"

GdS 2 giugno 2018

Le periferie di Roma sono sempre più spesso, e con ragione, argomento dei film italiani. Pensate a”Lo chiamavano Jeeg Robot”. Oppure al contrasto periferia-quartieri bene della riuscita commedia “Come un gatto in tangenziale”. Per non dire di “Dogman” di Matteo Garrone. Il maestro è il purtroppo scomparso regista autore Claudio Caligari e con film di riferimento come “Amore tossico” e “Non essere cattivo”.
Adesso approda nelle sale “La terra dell’abbastanza”, che i critici hanno apprezzato molto al Festival di Berlino. Da noi all’ottimo programma di Radio3 Rai “Hollywood Party” hanno speso parole lusinghiere.
È il primo film di Damiano e Fabio D'Innocenzo, fratelli gemelli, e lo distribuisce Adler Entertainment a partire dal 7 giugno. Due ragazzi , Mirko (Andrea Carpenzano), e Manolo (Matteo Olivetti) frequentano la scuola alberghiera. Investono e uccidono, per sbaglio, un pentito di un’organizzazione criminale. E dalla criminalità (un boss è interpretato da Luca Zingaretti) verranno accolti. È la discesa nel male quando poteva andare in un altro modo.


I due D’Innocenzo hanno collaborato alla sceneggiatura di “Dogman” e hanno girato il film nella periferia di Porta di Nona. E stanno lavorando al prossimo film.