Martin Scorsese e Fran Lebowitz: insieme nel nuovo docu-film su New York

Debutterà l’8 gennaio su Netflix il documentario “Pretend it’s a city”, diretto dal regista attraverso lo sguardo della scrittrice e intellettuale in giro per la Grande Mela pre-pandemia

Fran Lebowitz sul set del film "Pretend it's a city"

Fran Lebowitz sul set del film "Pretend it's a city"

Redazione 30 dicembre 2020

Un anno fa proprio di questi tempi, il regista di Questi bravi ragazzi, aveva confidato al Guardian di essere “forse” arrivato al capolinea. Dopo The Irishman, quello che sembrava essere il suo ultimo valzer, Martin Scorsese, all’età di 78 anni, è più attivo che mai. E l’8 gennaio debutterà a sorpresa su Netflix, “Pretend it’s a city”, viaggio nella New York prima delle ondate pandemiche, attraverso una cinepresa condotta dallo sguardo e la sensibilità dell’amica e concittadina Fran Lebowitz.

Non è la prima volta che Scorsese e la Lebowitz lavorano assieme: dieci anni fa l’autrice di Due Panda a New York fu il soggetto di Public Speaking per Hbp che la vedeva protagonista al tavolo del Waverly Inn, il ristorante dell’allora direttore di Vanity Fair, Graydon Carter. Nel 2013 l’umorista era poi apparsa in due distinti ruoli cameo in The Wolf of Wall Street. Ora, a 70 anni, “la Dorothy Parker moderna” offre a Scorsese una “baedeker” d’eccezione, occupandosi di “soggetti che vanno dai turisti ai soldi, alla metropolitana, al real estate e all’arte non così semplice di attraversare Times Square”.



Nei diversi anni, da quando nel 1978 ha pubblicato Metropolitan Life, Fran Lebowitz è stata per New York un’intellettuale conosciuta per la sua sagacia, pur restando ai margini del mondo contemporaneo: non ha computer, telefono, indirizzo email o account social. Celebre per le sue battute un po’ ingombranti, come quando lo scorso anno, intervistata nel salotto tv Bill Maher, dichiarò che i sauditi si sarebbero dovuti “liberare di Donal Trump come avevano fatto con il giornalista Jamal Khashoggi”.

Un umorismo pragmatico che le ha fatto conquistare numerosi fan. Scorsese la riprende in strada mentre passano ragazze che trascinano pesanti pneumatici come forme di esercizio. Perplessa Fran commenta: “La gente ama crearsi sfide. Io penso che la vita sia sufficiente”.



Il documentario è l’ultimo di una serie che Scorsese ha dedicato ai personaggi famosi come Bob Dylan, George Harrison, Elia Kazan e i Rolling Stones e che precede un “lavoro in corso” su David Johansen, il frontman della band hard-rock dei New York Dolls. Risale allo scorso agosto l’accordo pluriennale di prelazione con Apple: oltre al prossimo film, già in cantiere, Killers of the Flower Moon, produrrà e dirigerà film per Apple TV+.


L. Sal.