Totti, Yorke, Steve McQueen e il biopic su Bowie alla Festa di Roma

Dal 15 al 25 ottobre la manifestazione che quest’anno ospita film di Cannes. Confermato ospite il “Rebibbia Festival”. Passa “Padre padrone” dei Taviani restaurato. Il link a tutta la rassegna

Johnny Flynn nel ruolo di David Bowie in “Stardust”. Foto di Paul van Carter

Johnny Flynn nel ruolo di David Bowie in “Stardust”. Foto di Paul van Carter

GdS 14 ottobre 2020
C’è Francesco Totti, deve arrivare il folletto – cantante - compositore dei Radiohead Thom Yorke, passa un film su David Bowie, alla Festa del cinema di Roma in calendario da domani al 25 ottobre. È la quindicesima volta della festa che ha Antonio Monda come direttore artistico, Laura Delli Colli presidente della Fondazione Cinema per Roma, Francesca Via direttore generale. La speranza è che le misure anti-contagio non siano di impedimento e che il Covid non abbia impennate, pur se un calo dei dati al momento pare improbabile.

Sotto vi diamo il link alla manifestazione. Che tra gli appuntamenti che causano maggior fibrillazione conta “Mi chiamo Francesco Totti” di Alex Infascelli, documentario – ritratto su e con il campione romano con il giocatore che sarà di persona in sala. È invece un biopic vero e proprio su David Bowie “Stardust” scritto e diretto da Gabriel Range. Con Johnny Flynn, il lungometraggio non ha canzoni del creatore di Ziggy Stardust e la famiglia non lo ha autorizzato. Come paragone, il regista ha parlato di “Rocketman”, il film su Elton John.

In programma appuntamenti con i registi Premi Oscar Steve McQueen e Damien Chazelle. Oltre a una retrospettiva curata da Mario Sesti sul produttore, regista, sceneggiatore e compositore indiano Satyajit Ray, vengono proiettati due film restaurati: “In nome della legge” di Pietro Germi, restaurato da CSC - Cineteca Nazionale, e Padre padrone di Paolo e Vittorio Taviani, restaurato da sempre da CSC - Cineteca Nazionale e dall’Istituto Luce Cinecittà.

La Festa del cinema ha in programma film che erano nella selezione ufficiale 2020 di Cannes che poi è saltato a causa della pandemia. E ci sarà a Roma il delegato generale del festival francese Thierry Frémaux: un atto di solidarietà in un anno così difficile.

Merita una citazione il “Rebibbia Festival”, curato dal regista Fabio Cavalli, che su iniziativa del Centro Studi Enrico Maria Salerno porta nelle carceri film di qualità. Come ha raccontato il regista genovese all’Ansa, la manifestazione nacque dopo che i fratelli Taviani girarono a Rebibbia con i detenuti di alta sicurezza il bellissimo
Cesare deve morire”, vincitore dell’Orso d’oro a Berlino. Cavalli ricorda come per la rassegna sia “fondamentale” la collaborazione dell’amministrazione penitenziaria e della polizia penitenziaria” e che autori e protagonisti de i film intervengono di persona in carcere per presentare le opere.

La Festa del cinema si tiene all’Auditorium – Parco della musica e al vicinissimo museo Maxxi, più in altri spazi come i cinema Savoy ed Europa e, per la prima volta, il Teatro Palladium a Garbatella. Una curiosità: l’hashtag #Romaff15 ricorda le oggi familiari mascherine per assonanza ffp2: confidiamo faccia da antidoto

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