Nanni Moretti in tour legge i diari di “Caro Diario”: esce la versione restaurata

Il regista a Firenze, Bologna e altre città presenta il suo capolavoro restaurato

Nanni Moretti

Nanni Moretti

GdS 10 ottobre 2020
Al Cinema Odeon di Firenze è tutto sold out per l’evento questa sera: alle 15.30, Nanni Moretti sarà ospite in sala per la lettura dei diari di “Caro Diario”. Seguirà poi la proiezione del film, proposto in una versione restaurata, in collaborazione con la Cineteca di Bologna. Il film – lo ricordiamo ai lettori – verrà replicato domenica 11 ottobre alle ore 18.30. 

Dopo Perugia, dopo Firenze e Bologna (entrambe oggi) Nanni Moretti è domenica 11 al cinema Massimo di Torino e all’Anteo di Milano, mentre è al “suo” Sacher in Trastevere dal 16 al 18 ottobre. Gli incontri sono già andati tutti esauriti. In questi appuntamenti il regista-protagonista legge “I diari di Caro Diario”, dagli appunti presi durante la lavorazione.

Diviso in tre capitoli autonomi e complementari (In vespa, Isole e Medici), “Caro Diario” rimane, a quasi trent'anni dalla sua prima uscita in sala, un sorprendente oggetto estraneo di un autore unico del nostro cinema. Per Nanni Moretti, ''splendido quarantenne'', è un punto di svolta: dopo la crisi ideologica di Palombella rossa, il ''leone di Monteverde'' abbandona il suo alter ego Michele Apicella e porta sullo schermo se stesso, senza filtri, dalle gite in vespa nella Roma agostana deserta fino alla sua, reale, malattia. Un'autobiografia profondamente collettiva, dove le ossessioni personali del regista – il passato, le case, il ballo, i (cattivi) critici – si fondono con quelle di un paese intero, incapace di ricordare, di comunicare, di ascoltare, di capire. Divertentissimo, colmo di indimenticabili tormentoni morettiani, ma capace anche di momenti di autentica commozione (la lunga scena del pellegrinaggio verso il luogo dove morì Pasolini). Premio per la regia al Festival di Cannes del 1994.
 

“Ho voluto chiamarlo 'Caro diario' – ha dichiarato Nanni Moretti – perché fosse subito chiaro allo spettatore che si trattava di un film molto personale, intimo, privato, anche se, non è una battuta, a volte i registi capiscono qualcosa in più sul loro lavoro attraverso il contatto con gli spettatori, mi è stato 'spiegato' che si trattava di un film in cui, benché dessi l'impressione di parlare maggiormente di me, parlavo in realtà di più degli altri rispetto al passato''. "Non saprei – aggiunge – Comunque, in questo film, non mi nascondo più dietro il personaggio di Michele Apicella. Quando ho cominciato a fare cinema scrivevo, dirigevo e recitavo allo stesso tempo. Mi è venuto naturale stare non solo dietro, ma anche davanti la cinepresa. Pian piano mi sono divertito a costruire un personaggio affibbiandogli le mie ossessioni: l'attenzione per le scarpe, la precisione nel linguaggio, una certa rissosità, la passione per i dolci e per lo sport più praticato che visto. In ‘Caro Diario’ sono precipitato nella prima persona, non c'è più Michele, ma Nanni'', conclude il regista.