Daisy Coleman si è uccisa: aveva raccontato gli abusi subiti in un documentario su Netflix

Il documentario 'Audrey & Daisy', diretto da Bonni Cohen e John Shank e presentato in anteprima al Sundance Film Festival del 2016, descrive nel dettaglio la storia di abusi e violenze sessuali subiti da Daisy Coleman e Audrey Pott

Daisy Coleman si è uccisa: aveva raccontato gli abusi subiti in un documentario su Netflix
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7 Agosto 2020 - 13.03


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Aveva raccontato in un documentario su Netflix, Audrey & Daisy, diretto da Bonni Cohen e John Shank, gli abusi subiti quando era appena 14enne: stanotte, la 23enne Daisy Coleman si è suicidata. Ad avvertire la stampa è stata la madre, Melinda: “Mia figlia Catherine Daisy Coleman si è suicidata stanotte”, ha scritto la madre comunicando la notizia della morte su Facebook. “Era la mia migliore amica ed una figlia straordinaria. Credo pensasse che avrei potuto vivere senza di lei. Ma non è così. Non si è mai ripresa da quello che le hanno fatto quei ragazzi, e non è giusto. La mia bambina non c’è più”.
Il documentario ‘Audrey & Daisy’, diretto da Bonni Cohen e John Shank e presentato in anteprima al Sundance Film Festival del 2016, descrive nel dettaglio la storia di abusi e violenze sessuali subiti da Daisy Coleman e Audrey Pott, in particolare, delle accuse rivolte all’allora 17enne Matthew Barnett, che avrebbe stuprato la Coleman ad una festa nel Maryland nel 2012, quando la ragazza aveva 14 anni. Il caso fu archiviato senza alcuna condanna per Barnett, secondo i Coleman, per via dei legami politici locali della famiglia del ragazzo. La notizia fece scalpore a livello nazionale, e la famiglia Coleman fu costretta a lasciare il Maryland per via degli abusi e delle minacce subite online e a scuola da Daisy dopo l’accaduto. Audrey Pott fu invece aggredita a Saratoga, in California, nel settembre 2012. Si tolse la vita dieci giorni dopo.

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