I costumi per il “Pinocchio” di Garrone in mostra con il David di Donatello

Il costumista Massimo Cantini Parrini ha consegnato all’istituto pratese il premio ricevuto per i suoi abiti del film

Massimo Cantini Parrini al Museo del Tessuto. Foto Marco Badiani, dal Museo del tessuto di Prato

Massimo Cantini Parrini al Museo del Tessuto. Foto Marco Badiani, dal Museo del tessuto di Prato

GdS 11 giugno 2020
A Prato il Museo del tessuto espone, in una mostra prorogata al 25 ottobre dopo la chiusura forzata per la quarantena, oltre costumi di “Pinocchio” di Matteo Garrone disegnati da Massimo Cantini Parrini. E il costumista ha consegnato oggi all’istituto pratese il David di Donatello ricevuto per gli abiti, fantasiosi e fantastici, della rivisitazione cinematografica della fiaba di Collodi. La statuetta entra così nel percorso espositivo.

Cantini Parrini è al quarto David di Donatello dopo cinque nomination, dei quali tre consecutivi (dal 2016 al 2018). Nel 2019 ha vinto come miglior costumista l'European Film Award (EFA) l'Oscar europeo.

La rassegna è organizzata in due parti. La prima è sul costumista, alle sue fonti d'ispirazione, al suo lavoro attraverso video, campionature di tessuti, capi d'abbigliamento storici del XVIII e XIX secolo provenienti dalla sua collezione personale forte di quattromila pezzi originali dal 1630 al 1990. La seconda parte espone i costumi dei principali personaggi del film, immagini dal film stesso e oggetti di scena. Dei costumi 25 sono stati realizzati dalla Sartoria Tirelli, cinque dalla Sartoria Costumi d'Arte Peruzzi, due da Cospazio 26, le parrucche da Rocchetti e Rocchetti. Ingresso gratuito per minorenni.

Il link del Museo del tessuto