Coronavirus: indennità per lavoratori, rimborsi, le misure per spettacolo e cultura

Dai 600 euro per marzo ai voucher per biglietti agli interventi fiscali, cosa c’è nel decreto “Cura Italia”

L’interno del Teatro Arcimboldi di Milano progettato da Vittorio Gregotti, morto per il Coronavirus. Fonte: Wikipedia

L’interno del Teatro Arcimboldi di Milano progettato da Vittorio Gregotti, morto per il Coronavirus. Fonte: Wikipedia

GdS 18 marzo 2020
di Ste. Mi.

Per le chiusure da Coronavirus le imprese dello spettacolo dal vivo rischiano di collassare. Soprattutto quelle che non ricevono alcun fondo pubblico, pur se tutti dovranno affrontare difficoltà enormi, anche – per dire – le Fondazioni lirico-sinfoniche le quali sono finanziate in parte dal Fondo unico dello spettacolo. È dunque a favore di teatri e organizzatori di spettacoli che si è diffuso un hashtag, #iononvoglioilrimborso, di spettatori pronti a rinunciare al rimborso dei biglietti già acquistati, spesso per teatri o sale a cui sono molto affezionati.

Riepiloghiamo qui intanto quali provvedimenti ha preso due giorni fa il Consiglio dei ministri nel decreto “Cura Italia” per i lavoratori del turismo e della cultura su proposta del ministro dei Beni e attività culturali e del turismo Dario Franceschini. È giusto rimarcare lo sforzo di provare a sostenere i lavoratori autonomi che, nella cultura e spettacolo, sono numerosissimi se non addirittura la stragrande maggioranza.

Per marzo il decreto prevede 600 euro per i lavoratori dello spettacolo, per quelli stagionali del turismo e degli stabilimenti termali, ai liberi professionisti con partita iva e ai co.co.co che, nella cultura, sono moltissimi. Sospese inoltre le ritenute fiscali e contributive, rinviata la scadenza Iva di marzo. Il decreto prevede voucher per rimborsare i biglietti di cinema, spettacoli dal vivo e musei come già deciso per i pacchetti turistici (inclusi i contratti di soggiorno per alberghi e strutture ricettive).

Il decreto finanzia tre fondi: un fondo da 130 milioni di euro (come dalle bozze circolate) per il cinema, lo spettacolo e l’audiovisivo; un altro fondo per sostenere autori e artisti; un terzo fondo, da 150 milioni di euro, attivato presso il Maeci (il Ministero per gli affari esteri e la cooperazione internazionale, nessuno lo chiama Maeci) per rilanciare l’immagine dell’Italia all’estero.

L’appello "Coronavirus: tutele, reddito di cittadinanza e misure urgenti per salvare cultura e spettacolo"

Sospese ritenute fiscali e contributi
Sono sospesi i versamenti delle ritenute, dei contributi previdenziali e assistenziali e dei premi per l’assicurazione obbligatoria anche per chi gestisce teatri, sale da concerto, sale cinematografiche, inclusi i servizi di biglietteria e le attività di supporto alle rappresentazioni artistiche; le sospensioni valgono anche per chi gestisce musei, biblioteche, archivi, luoghi e monumenti storici, per guide e assistenza turistica.
Viene sospeso il versamento dell’Iva in scadenza nel mese di marzo 2020.

Indennità di 600 euro per i lavoratori dello spettacolo
I 600 euro per il mese di marzo vanno ai lavoratori iscritti al Fondo pensioni Lavoratori dello spettacolo, con almeno 30 contributi giornalieri versati nell’anno 2019 al medesimo Fondo, che non abbiano un reddito non superiore ai 50mila euro, non abbiano pensione. L’indennità non concorre alla formazione del reddito.
L’indennità non scatta per chi è dipendente quando è entrato in vigore del decreto. Chi eroga i 600 euro è l’Inps. Le indennità sono estese anche chi non ha ammortizzatori sociali.

Indennità di 600 euro per lavoratori stagionali del turismo
Vale per i lavoratori dipendenti stagionali del turismo e degli stabilimenti termali che hanno cessato involontariamente il rapporto di lavoro tra il 1° gennaio 2019 e quando è entrato in vigore del decreto, non abbiano una pensione e siano dipendenti: per marzo 600 euro che non concorrono alla formazione del reddito. Sempre tramite l’Inps.

Voucher anche per cinema, spettacoli, musei
I voucher durano un anno, sono di importo pari ai biglietti per cinema, teatri, spettacoli, musei e altri luoghi della cultura chiusi. Va presentata richiesta di rimborso al venditore, con il biglietto, entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore del decreto. Il venditore, entro trenta giorni dalla richiesta, deve emettere un voucher di pari importo da utilizzare entro un anno da quando lo ha rilasciato.
In pratica i rimborsi con voucher già previsti per viaggi e pacchetti turistici annullati vengono estesi anche ai biglietti per spettacoli, cinema, teatri, musei e altri luoghi della cultura.

130 milioni per spettacolo, cinema e audiovisivo
Nasce il fondo emergenze spettacolo dal vivo, cinema e audiovisivo. Il Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo ha istituito due Fondi: in totale 130 milioni di euro per il 2020, di cui 80 milioni “per la parte corrente e 50 milioni di euro per gli interventi in conto capitale”. I fondi includono oltre agli operatori dei settori artisti, autori, interpreti ed esecutori.

Fondi “copia privata” a sostegno del settore cultura
Il decreto destina il 10% dei compensi incassati dalla SIAE per “copia privata” al sostegno economico diretto di autori, interpreti ed esecutori, lavoratori autonomi che riscuotono con i diritti d’autore.

Sostegni alle imprese della cultura, spettacolo e turismo
Vengono sospesi i versamenti delle ritenute, dei contributi previdenziali e assistenziali e dei premi per l’assicurazione obbligatoria per chi gestisce o organizza teatri, sale da concerto, cinema, fiere o eventi di carattere artistico o culturale, musei, biblioteche, archivi, luoghi e monumenti storici, bar, ristoranti, aziende termali, parchi di divertimento o tematici, servizi di trasporto, per chi noleggia attrezzature sportive, ricreative, per chi noleggia strutture e attrezzature per manifestazioni e spettacoli, guide e assistenti turistici.

Voucher anche per gli alberghi
I rimborsi tramite emissione di voucher già previsti per viaggi e pacchetti turistici annullati vengono estesi anche ai contratti di soggiorno e riguardano pertanto anche alberghi e altre strutture ricettive. Il decreto prevede forme di compensazione anche per chi non ha potuto andare in viaggio da e per la “zona rossa” o non ha potuto usare pacchetti turistici a causa naturalmente dalle misure prese dall’Italia o da altri paesi per contrastare il Covid-19.

Fondo al Ministero degli Esteri per promuovere l’Italia all’estero
Nei documenti è detto il Maeci: si tratta del Ministero per gli affari esteri e la cooperazione integrata. Qui si parla del “Fondo per la promozione integrata” con 150 milioni iniziali per promuovere all’estero l’Italia e il Made in Italy. Questo potrà servire quando la pandemia sarà cessata.

Clicca qui per il provvedimento in sintesi sul sito del ministero dei beni culturali