Francia: dimessi in blocco i vertici dell’Accademia dei premi César

Oltre 400 professionisti del cinema hanno contestato l’istituzione già criticata per le 12 nomination a Polanski

Una scena da “L’ufficiale e la spia” di Roman Polanski

Una scena da “L’ufficiale e la spia” di Roman Polanski

GdS 14 febbraio 2020
Un autentico terremoto istituzionale scuote il cinema francese: i vertici dell’Accademia che assegna i premi César si sono dimessi in blocco dopo la pubblicazione di un documento su Le Monde dove più di quattrocento attori, registi, autori ed esponenti del cinema hanno parlato di una “gestione opaca ed elitista” dell’istituzione. Tra i firmatari figure di primo piano come Léa Seydoux, Gilles Lellouche, Bertrand Tavernier, Omar Sy, Marion Cotillard, Michel Hazanavicius, , Jacques Audiard, Arnaud Desplechin and Olivier Nakache.

La polemica segue le recenti durissime critiche per aver assegnato dodici nomination a “J’accuse” (da noi “L’ufficiale e la spia”) di Roman Polanski dopo che sul regista erano piovute nuove accuse di violenza sessuale. Il regista è nella direzione dell’Accademia dei César, composta -riferisce Repubblica - da 47 professionisti del cinema ma dove le donne sono solo otto. I César saranno assegnati il 28 febbraio alla Salle Pleyel di Parigi con una cerimonia che gruppi femministi hanno minacciato di boicottare.

Il documento su Le Monde chiedeva un rinnovamento completo dei vertici parlando tra l’altro di conti opachi e disfunzioni. I membri dell’Accademia sono 4.700 professionisti del cinema ma l’elenco è tenuto segreto: per accedervi occorre aver partecipato ad almeno tre film in cinque anni e avere due sponsor. Il malessere di lunga data ha avuto come episodio culminante, secondo l’attrice Marina Fois, il rifiuto dell’Accademia di accogliere come madrina per un giovane attore la scrittrice Virginie Despentes.