Gay o no non importa, nella “Dea fortuna” di Özpetek vince l’amore

Tra commedia, melodramma e momenti più oscuri il film del regista con Stefano Accorsi, Edoardo Leo e Jasmine Trinca

Un momento della “Dea fortuna” di Ferzan Özpetek

Un momento della “Dea fortuna” di Ferzan Özpetek

GdS 23 dicembre 2019
La coppia è in crisi, l’arrivo della ex con figli scombussola tutto. La coppia è gay, sono Alessandro e Arturo, la ex è Annamaria, i due bambini Martina ed Alessandro hanno padre diverso e si ritrovano temporaneamente affidati Alessandro e Arturo. Il panorama familiare è ampio ed eterogeneo, il regista è Ferzan Özpetek, il film in questi giorni nelle sale è La dea fortuna sceneggiato dall’autore stesso, Gianni Romoli e Silvia Ranfagni, i protagonisti sono Jasmine Trinca ; la coppia gay in piedi da quindici anni ma scricchiolante è formata da Stefano Accorsi (Arturo), traduttore e scrittore che non ha trovato la via giusta, ed Edoardo Leo che interpreta Alessandro, idraulico sciupamaschi e sciupafemmine.

Annamaria affida i figli ai due uomini perché deve fare esami diagnostici. I due piccoli metteranno i grandi davanti a se stessi. La dea fortuna viene registrato dai critici come una commedia romantica con passaggi da melodramma e anche alcuni momenti vicini all’horror che parla di vita, di affetti senza che debbano essere codificati in maglie strette, di malattie e di paura della morte, di vitalità e gioia. Quel che conta non è essere gay o meno, è essere felici e condividere amore e/o affetti.

Tra tavolate, balli su una terrazza romana e un palazzo nobiliare con una sorta di strega impersonata da Barbara Alberti, il film tra commedia e dramma è prodotto da Warner Bros, Entertainment Italia, R&C Produzioni e Faros Film. Nel lungometraggio Ozpetek inserisce come colonna portante e non solo come accompagnamento di fondo Luna diamante di Ivano Fossati cantata da Mina, ammiratissima dal regista di Fate ignoranti tanto che lei – ha raccontato Ozpetek – ha suggerito Barbara Alberti per il personaggio della vecchia.