Julie Andrews: «A Hollywood volevano vedere “Mary Poppins” fatta di cocaina»

L’attrice ricorda un party a cui andò con il marito Blake Edwards: «Mi cantavano “basta un poco di zucchero” per vedere l’effetto sulla ‘tata’ di Disney»

Julie Andrews come Mary Poppins

Julie Andrews come Mary Poppins

GdS 18 novembre 2019
Ve l’immaginate la tata più simpatica della storia, Mary Poppins, fatta di cocaina? C’è chi voleva vedere che effetto faceva sniffare alla magica interprete del capolavoro disneyano, Julie Andrews, cantandole la canzoncina “basta un poco di zucchero e va giù, la pillola va giù”. Non è uno scoop di un tabloid: è la stessa attrice oggi 84enne che ricorda un episodio del 1971 nell’autobiografia Home Work: A Memoir of My Hollywood Years e lo riferisce il Daily Mail.

«Mi cantavano ‘basta un poco di zucchero…’ offrendomi cocaina”», ha scritto Julie Andrews citando il ritornello nella canzone del film a proposito di un party a Hollywood, a cui andò insieme al marito e geniale regista Blake Edwards, dove i padroni di casa volevano vedere «come sarebbe stata Mary Poppins da fatta».

L’aneddoto ci fa pensare al clima di quegli anni intorno anche al cinema. Scrive infatti l’attrice premio Oscar e Leone d’oro alla carriera: «Io e mio marito eravamo stati invitati da un agente di Hollywood molto importante. Appena entrati nella villa, ci siamo trovati di fronte a una classica scena di quei tempi: ovunque c’erano vassoi d’argento pieni di ‘roba’. Durante la cena, la coca veniva fatta girare quasi fosse un dessert».
Lei e Blake Edwards rifiutarono, ma il diniego non andava giù ai padroni di casa: «Hanno iniziato ad insistere affinché accettassi. Erano curiosi di vedere come avrebbe reagito Mary Poppins a una sniffata. Mi cantavano: ‘Basta un poco di zucchero…’, come nella canzone del mio film”, ha ricordato l’interprete che sapeva cantare e ballare divinamente oltre che recitare. Quelli però insistevano, c’era gente pronta «a ficcarle la testa nel vassoio” finché la coppia se la svignò «passando letteralmente sopra corpi di star dello spettacolo svenute, rantolanti. Altri, totalmente distrutti, si appoggiavano con fatica al muro per rimanere in piedi».

«Tornata a casa quella sera, sono rimasta alla finestra della cucina e ho guardato fuori, cercando di dare un senso a quella esperienza surreale. Un senso che ancora non ho trovato».