“Il cielo sopra Berlino” di Wenders torna in sala restaurato

A pochi giorni dal 30esimo anniversario dalla caduta del Muro arriva il film sulla città quando era divisa in due

Bruno Ganz nel “Cielo sopra Berlino”

Bruno Ganz nel “Cielo sopra Berlino”

GdS 4 novembre 2019
Nel 1987 due angeli volavano sopra Berlino infischiandosene del Muro tra Germania Est e Germania Ovest e ascoltavano i pensieri dei berlinesi. Con uno sguardo malinconico e comprensivo sulle assurdità umane, e stupefatto sulla violenza del potere, Damiel e Cassiel scrutavano la vita degli abitanti, consapevoli che non li fermava certo quel calcestruzzo con filo spinato e guardie armate pronte a impiombare chi provava a passare tra le due parti divise della metropoli.

Con un Bruno Ganz perfetto il film “Il cielo sopra Berlino” di Wim Wenders torna in versione restaurata in 4K e suono originale recuperati grazie al regista stesso che con quel film, dopo otto anni di esilio volontario negli Stati Uniti e film in inglese, tornava alla sua lingua madre, il tedesco, raccontando la città e ispirandosi a poesie di Rainer Maria Rilke. Il neo premio nobel Peter Handke ha scritto la sceneggiatura. In qualche modo a più di un osservatore la pellicola sembrò cogliere qualcosa che si muoveva in profondità.

Distribuito da Viggo, il film è nelle sale italiane oggi lunedì 4 e domani 5 novembre (ma qualche cinema lo proietta mercoledì 6) a pochi giorni dal trentesimo anniversario della caduta del Muro, il 9 novembre 1989.



Wenders ha lavorato per un anno per recuperare la brillantezza del bianco e nero nella fotografia diretta da Henri Alekan. Sul film restaurato Wenders scrive: “Nella scansione digitale sono stato in grado di decifrare i cartelli stradali, illeggibili per 30 anni, e le immagini sui muri di Thierry Noir, l'artista di street art ora famoso, sono tornate più vivide che mai. La città scomparsa di quel tempo è davvero apparsa ai nostri occhi, con il suo atteggiamento malinconico nei confronti della vita e il suo blues”. “Il cielo sopra Berlino” ottenne la Palma per la miglior regia al festival di Cannes del 1987. Vi recitò Peter Falk nel ruolo di se stesso.