Inti Illimani, Moretti e Costa-Gravas: ricordiamo il golpe cileno del 1973

L’11 settembre Pinochet instaurò una delle dittature più feroci contro la democrazia di Allende

Il presidente Salvador Allende durante l’attacco al palazzo presidenziale della Moneda a Santiago del Cile

Il presidente Salvador Allende durante l’attacco al palazzo presidenziale della Moneda a Santiago del Cile

GdS 11 settembre 2019
L’11 settembre ricorre un altro anniversario oltre a quello, terribile, dell’attentato alle Torri Gemelle a New York. E investe anch’esso gli Stati Uniti, seppur in maniera indiretta. L’11 settembre 1973 il golpista generale Augusto Pinochet guidò il colpo di Stato al Cile democratico guidato da Salvador Allende, regolarmente eletto, e instaurò una delle dittature più criminali, feroci, meschine della storia umana. Il presidente socialista, dal palazzo della Moneda a Santiago del Cile attaccato militarmente da aerei e da terra, quando appurò che ormai non c’era scampo disse prima di uccidersi: “Queste sono le mie ultime parole e sono certo che il mio sacrificio non sarà invano, sono certo che, almeno, sarà una lezione morale che castigherà la fellonia, la codardia e il tradimento”
Come hanno raccontato storici e anche film, a quel golpe delle forze militari contribuirono segretamente gli Usa del presidente Richard Nixon che non volevano uno Stato in odore di socialismo nella “loro” America latina.

Wikipedia parla di “sterminio di massa” e non esagera. E le cifre ufficiali delle vittime non corrispondono a quelle vere perché non si conosce il numero esatto di persone imprigionate, torturate, uccise nei modi più crudeli. Chi poté fuggì, chi si trovava fuori dal Paese restò in esilio. Tra i tanti, il gruppo folk degli Inti Illimani era in Italia e qui venne accolto. Vi proponiamo una loro canzone, Himno de la Unidad Popular.




Nanni Moretti l’anno scorso ha licenziato un documentario che è una delle opere più compiute, più belle e toccanti della sua già ricca filmografia: Santiago, Italia. Dove confronta il paese italiano di allora, molto più aperto, con quello odierno, e dove, intervistando un criminale golpista in prigione che rifiuta di riconoscere l’obbrobrio di quella dittatura fascista, il regista-autore esclama: “Non sono imparziale”. Perché anche un documentarista non può restare imparziale, a volte.



Nel 1982 Costa-Gravas vinse la Palma d’oro a Cannes con un film tragico e spietato: Missing - Scomparso. Con Jack Lemmon, che al festival francese fu premiato per la miglior interpretazione maschile, e Sissy Spacek, racconta la ricerca disperata di una coppia statunitense del figlio giornalista free-lance sparito in un paese latino-americano durante un golpe. L’ambasciata americana mentirà loro finché i genitori non scopriranno che il figlio è stato ucciso. Costa-Gravas non cita il Cile, ma il riferimento risultò chiaro e il libro da cui è tratto racconta una vicenda vera: The execution of Charles Horman: an American Sacrifice, uscito nel 1978, dove Thomas Hauser ricostruisce come il giornalista newyorkese Charles Horman sparì durante il golpe di Pinochet e fu ucciso tra il 19 e 20 settembre. I genitori, molto tempo dopo, dovettero pagare le spese per riportare negli Usa la salma.