Su Polanski il produttore Barbareschi chiede scuse “diverse” dalla Martel

Il caso innescato dalla presidente di giuria non si placa. Almodovar al Lido per il Leone alla carriera: “Un risarcimento per quanto accadde qui nel 1983”

Roman Polanski

Roman Polanski

GdS 29 agosto 2019
Alla Mostra del cinema di Venezia oggi è il giorno di Pedro Almodovar che ritira il Leone d’oro alla carriera tuttavia la scena è ancora dominata dalla polemica innescata dalla presidente della giuria Lucrecia Martel su Roman Polanski. “Sono una donna, non applaudirò Polanski”. Il regista è in concorso con il film J’Accuse e come ha osservato giustamente il critico cinematografico Alberto Crespi a Hollywood Party di Radio3 Polanski, il suo produttore o il distributore potrebbero in teoria ritirare il film dalla gara, visto che la presidente di giuria si è pronunciata non sul film ma sull’uomo e ora qualunque scelta sarà condizionata da queste affermazioni. Di sicuro parte con pre-giudizio su Polanski espresso da chi guida la giuria stessa.

Il produttore del film Luca Barbareschi, paventando di ritirare J’accuse dal concorso, ha commentato: “Ho letto le precisazioni della presidente di giuria Lucrecia Martel, le ho chieste io, aspetto scuse diverse”. Alquanto improbabile però che il produttore ritiri il film da un concorso a visibilità internazionale quale è Venezia. Più probabile che Polanski non si presenti al Lido.

Nel frattempo Pedro Almodovar ha ricordato ai cronisti di aver debuttato a Venezia nel 1983 con L’indiscreto fascino del peccato, che il presidente di quella giuria Sergio Leone e Lina Wertmuller come giurata lo apprezzarono molto ma il festival reputò “osceno” e Gianluigi Rondi, direttore della mostra, si oppose a qualunque premio. “Mi piace pensare che il Leone alla Carriera sia un atto casuale di giustizia poetica, quasi un risarcimento”, ha confessato il regista spagnolo.