Coppola: arriva “Apocalypse Now – Final Cut”, la mia versione perfetta

La nuova versione, restaurata con nuove tecnologie, è più lunga dell’originale del 1979 e più breve di “Redux” del 2001. In alcune arene estive e in autunno in sala

Martin Sheen in Apocalypse Now – Final Cut

Martin Sheen in Apocalypse Now – Final Cut

GdS 22 agosto 2019
Apocalypse Now nella terza versione "perfetta", restaurata e quella che più corrisponde alla volontà di Francis Ford Coppola, approda in alcune arene estive e in autunno arriverà nelle sale. 
Dopo essere stata proiettata il 28 giugno scorso al “Cinema ritrovato” a Bologna, la nuova versione si intitola Apocalypse Now – Final Cut, la distribuisce la Cineteca di Bologna e, come ha spiegato Coppola nella scheda alla manifestazione bolognese, è diversa sia dalla prima uscita nel 1979 come è diversa dalla versione successiva, Apocalypse Now – Redux del 2001: ha circa 30 minuti in più del primo film, è più breve del secondo di 18 minuti di Redux e dura 183 minuti. Non è solo una faccenda di tempi: per questa versione definitiva e restaurata il regista ha usato le nuove tecnologie con i sistemi Dolby Vision e Atmos

«Mi capitava spesso di pensare che l’originale del 1979 fosse stato accorciato troppo brutalmente e che Redux fosse troppo lungo, così mi sono deciso a favore di quella che mi sembrava la versione perfetta, che è intitolata Apocalypse Now – Final Cut», confessa Coppola nella scheda su questa terza versione del lungometraggio ispirato al romanzo Cuore di tenebra di Joseph Conrad trasposto nella guerra degli Stati Uniti in Vietnam, girato nella giungla delle Filippine con una quantità di traversie, difficoltà ambientali e complicazioni che stavano per portare alla rovina la casa produttrice del regista, la Omni Zoetrope.

Con una colonna sonora che spaziava dalle valchirie di Wagner a “The End” dei Doors di Jim Morrison, Martin Sheen è il capitano Benjamin Willard che deve risalire il fiume e uccidere Marlon Brando (il colonnello Kurtz) nel suo rifugio. Un Marlon Brando che sfodera una delle prove più drammatiche e intense in tutta la storia del cinema, nella sequenza finale dalle luci e ombre caravaggesche come volle il direttore della fotografia Vittorio Storaro. Martin Sheen dovette affrontare prove psichiche e fisiche estreme per portare a compimento il film, un viaggio dantesco in un inferno verde dove i soldati americani fanno strage anche di civili e gli elicotteri scaricano napalm sui villaggi vietnamiti. Fra gli altri interpreti, valga ricordare Robert Duvall (è il tenente colonnello Kilgore), Dennis Hopper (fotoreporter), G.D. Spradlin (il generale Corman), Laurence Fishborne (Tyrone ‘Mr. Clean’ Miller), e valga citare un Harrison Ford nella parte del colonnello Lucas.



Ma perché il primo film subì tagli drastici? «Dato che non era solo lungo ma anche insolito nello stile e nella sostanza per un film dell’epoca, abbiamo pensato di tagliare ove possibile non solo per questioni di tempo ma anche per tutto ciò che poteva sembrare ‘strano’. Una quindicina di anni dopo lo davano alla TV mentre mi trovavo in albergo, e dato che mi è sempre piaciuto l’inizio mi sono messo a guardarlo e ho finito per vedermelo tutto. Mi sono reso subito conto che il film non era strano come pensavo, ed era diventato più ‘contemporaneo’. Aggiungiamoci che molti (compreso il distributore) pensavano che fosse stato scartato tanto ottimo materiale», ha scritto sempre Coppola nella sua nota per il “Cinema ritrovato”. Apocalypse Now Redux
Però non lo soddisfaceva appieno: «Troppo lungo». Di qui tutto il lavoro per arrivare alla «versione perfetta intitolata Apocalypse Now – Final Cut».