Nel “Segreto di una famiglia” sensualità e l’incubo della dittatura argentina

Nel film di Pablo Trapero Bérénice Bejo e Martina Gusman sono sorelle forse amanti, ma i segreti veri sono altri

Una scena da “Il segreto di una famiglia”

Una scena da “Il segreto di una famiglia”

GdS 21 giugno 2019
Due sorelle che si distinguono con difficoltà l’una dall’altra tanto si somigliano, che forse sono amanti, che si masturbano ripensando a un idraulico adocchiato quando erano ragazze; una famiglia in una tenuta molto bella ma dietro le apparenze nasconde segreti. E sono segreti pesanti legati al feroce regime dittatoriale argentino. Racconta questo mondo familiare “Il segreto di una famiglia” (in spagnolo “La Quietud”, nome della tenuta non lontana da Buenos Aires) di Pablo Trapero, film distribuito nelle sale italiane dal 4 luglio da Bim.
Nella famiglia Montemayor il padre è stato colpito da un ictus. La figlia Eugenia (Bérénice Bejo) torna alla tenuta. Ritrova la sorella Mia (Martina Gusman). Tra i segreti amorosi molto più pesanti sono quelli relativi ai genitori.
"I tranquilli paesaggi che abbracciano le donne durante il giorno, mentre si aggirano tra gli alberi e gli animali, sono in netto contrasto con gli scenari notturni, quando un silenzio assordante rivela la storia vissuta tra queste mura”, ha scritto nelle note di regia il regista che ebbe il Leone d'argento alla Mostra del Cinema di Venezia e il premio Goya come Miglior lungometraggio con il film del 2015 “Il clan”.