Parla Borghi: "Quello su Cucchi era un film che andava fatto. Ne farei uno su Regeni"

L'attore si gode il momento d'oro, tra la candidatura al David e i successi di "Suburra" (su Netflix) e "Il primo Re" (al cinema)

Alessandro Borghi

Alessandro Borghi

GdS 28 febbraio 2019

Sulla mia pelle "doveva essere fatto" e "ne dovremmo fare altri cento di film così su tutte quelle verità rimaste in sospeso". Alessandro Borghi parla a La Stampa del suo periodo d'oro: dopo la candidatura al David di Donatello per l'interpretazione di Stefano Cucchi, si gode il successo di Suburra e de Il primo Re. E guarda lontano, a progetti futuri: "La storia che mi lascia più perplesso - dice - è quella di Giulio Regeni: è una cosa che non riesco proprio a mandare giù. Sono pronto a girare domani stesso un film, se questo può essere d'aiuto".


In merito alla candidatura al David per Sulla mia pelle, Borghi afferma:



Se devo essere onesto, un po' me l'aspettavo. Sono stato più felice per le altre candidature, per Alessio Cremonini, il regista e per la produzione di Sulla mia pelle. Perché fare un film del genere è una dimostrazione di grande coraggio.



Un film importante, ma non solo.



È uno dei film più importanti degli ultimi quindici anni di cinema italiano. E non lo dico per la mia interpretazione. Quelle è il mio lavoro: sono pagato per farlo bene. Ma dietro Sulla mia pelle c'è l'intelligenza sfrenata degli scrittori, che hanno ridotto a zero la possibilità che venisse strumentalizzato, e la grandissima capacità registica di Alessandro Cremonini



"Doveva essere fatto", dice Borghi. Così come andrebbe fatto un film su Giulio Regeni.