I tifosi visti da vicino da Daniele Segre al Tff

Al Torino Film Festival il documentario “Ragazzi di stadio, quarant’anni dopo” sul mondo del calcio vissuto da chi sta sugli spalti

Un fotogramma da “Ragazzi di stadio, quarant’anni dopo” di Daniele Segre

Un fotogramma da “Ragazzi di stadio, quarant’anni dopo” di Daniele Segre

GdS 13 novembre 2018

Un documentario sui tifosi del calcio. Al Torino Film Festival un documentarista eccellente quale Daniele Segre porta nella sezione Festa Mobile “Ragazzi di stadio, quarant’anni dopo” (Italia, 2018, 82’), documentario prodotto da i Cammelli con Rai Cinema, in associazione con 13 Productions. È una “prima”.
Il regista combina foto dal libro Ragazzi di stadio (Mazzotta, 1980) e due suoi film film, “Il potere deve essere bianconero” (1977) e “Ragazzi di stadio” (1980).
“Fra fumogeni, cori da stadio, fuochi d’artificio e bandiere tricolori, i protagonisti del film raccontano cosa la curva abbia rappresentato per loro nel tempo - una fuga, una famiglia, un rito arcaico attraverso cui dar sfogo al proprio istinto - dal passato dei Fighters di Beppe Rossi ai Drughi di oggi partendo dallo striscione “Drughi”, comparso la prima volta nella curva Filadelfia del vecchio stadio comunale di Torino nel 1988”. Dove lo stadio diventa luogo dove condividere una fede condivisa per la Juventus e dove il regista ha saputo conquistare la fiducia dei tifosi, i Drughi.
Il Tff proietta il doc dal 27 al 30 novembre nelle sale Classico, Massimo 1 e
Reposi 2. Le info sul sito del festival www.torinofilmfest.org