Dario Argento e la politica horror: "Salvini fa più paura di Profondo rosso"

Parla il maestro dei film del terrore: "Renzi ha diffuso il 'neozombismo' nel Pd. In una mia sceneggiatura Conte farebbe il maggiordomo e Di Maio un insospettabile killer"

Dario Argento

Dario Argento

GdS 2 novembre 2018

"Oggi è l'epoca degli zombie, se si va alla Camera qualcuno se ne trova. Ci sono partiti che sono un po' zombeschi, tipo Forza Italia, oppure LeU di Pietro Grasso".
Parola di Dario Argento che, ospite di Un giorno da pecora su Rai Radio1, ha fatto alcuni confronti tra il cinema dell'orrore di cui è maestro e la situazione politica attuale, parlando sia dell'opposizione che del governo gialloverde.
Dal punto di vista horror, come vede il Pd? "Lì in una parte ci sono gli zombi - ha risposto il regista - mentre l'altra è ancora vivace. Il neozombismo lo ha diffuso Renzi, poi ci sono tanti zombie più piccoli, alcuni se ne sono andati, altri stanno zitti da una parte oppure, al contrario, parlano molto".
In una sua sceneggiatura horror-governativa, cosa farebbero il premier e i due vicepremier? "Conte farebbe il maggiordomo, così tranquillo e perbene. Per scegliere l'assassino, il colpo di scena potrebbe esserci se lo facesse Di Maio. Così insospettabile, con quel sorrisetto ironico".
Alla domanda su chi fa più paura tra i suoi film horror, come Profondo Rosso, e Matteo Salvini ha risposto: "Fa più paura Salvini, è più concreto. Dei momenti fa proprio paura". Come potrebbe uccidere in un film l'insospettabile killer Di Maio? "Col veleno - ha risposto ancora Argento - in modo molto preciso, mettendolo nel caffé". E chi è che berrebbe quel caffé? "Potrebbe esser proprio Salvini, chissà…".
Anche in questo caso non si è fatta attendere la risposta del ministro dell'Interno e leader della Lega che in un post su Facebook ha commentato: "Salvini, brrrrrrrr…".