Paolo Taviani: “Il fascismo va combattuto, ricordiamolo”

Ovazione al Lido alla versione restaurata della “Notte di San Lorenzo” dei fratelli Taviani

Una delle scene più drammatiche e note della “Notte di San Lorenzo”

Una delle scene più drammatiche e note della “Notte di San Lorenzo”

GdS 3 settembre 2018

Anche se proiettato domenica e quindi un po’ in ritardo, è doveroso dare notizia che la versione restaurata della “Notte di San Lorenzo” dei fratelli Taviani alla Mostra del cinema nella sezione Venezia Classici ha avuto applausi per oltre 10 minuti. Dieci minuti veri, come ha confermato nel suo blog Alberto Crespi, critico cinematografico, firma sul cinema quando c’era l’Unità, voce di Hollywood Party su Radio3.


Il film sul passaggio degli americani dalle parti di San Miniato che stanno liberando la Toscana, sui nazisti occupanti, sui fascisti che uccidono a più non posso a caccia di partigiani, sulla popolazione in balia degli eventi: è del 1982 ed è un capolavoro. Vittorio Taviani è morto il 15 aprile e anche in omaggio a lui sono andati gli applausi a Paolo Taviani che ha presentato il film con il direttore di Venezia Classici Stefano Francia Di Celle, con presidente del Centro Sperimentale di Cinematografia Felice Laudadio e con il presidente di Luce – Cinecittà Roberto Cicutto. Paolo si è commosso dalla forza del tributo: “La notte di San Lorenzo è il nostro film più autobiografico, quello in cui Vittorio ed io abbiamo messo i nostri ricordi della guerra, che abbiamo vissuto da ragazzi. La bambina protagonista, che da adulta racconta il film al suo figliolo appena nato, siamo noi. Il film rievoca un tragico episodio avvenuto nel nostro paese natale, a San Miniato, nell’estate del 1944. Quando si è diffusa la notizia che il Centro Sperimentale e l’Istituto Luce stavano realizzando questo restauro, molti amici mi hanno chiamato per felicitarsi. Uno mi ha detto: credo che l’immagine più celebre del film, quella del fascista trafitto dalle lance degli antichi greci – un’immagine che è stata il manifesto del film in molti paesi, a cominciare dagli Stati Uniti – dovrebbe essere stampata e affissa in tutta Italia, per ricordare a tutti cosa è stato il fascismo e come va combattuto”.


Con Paolo Taviani c’era presente la moglie e costumista del film Lina Nerli Taviani. Ha curato il restauro Giuseppe Lanci, docente di fotografia al Csc e direttore della fotografia di questo e di altri film dei fratelli da Good Morning Babilonia (1987) in poi, con Federico Savina per il suono e il tecnico Pasquale Cuzzupoli. Il film è stato proiettato anche stasera lunedì 3 settembre in Sala Volpi.


“Tutti applaudivano senza sosta, e l’applauso è durato più di dieci minuti (lo so, lo si dice sempre di tutti i film, ma stavolta è vero!). Paolo Taviani, presente in sala assieme alla moglie Lina Nerli Taviani (anche costumista del film) era commosso come un bambino. E molti piangevano con lui: di dolore per il ricordo di Vittorio, di gioia per essere lì con Paolo, di emozione per aver rivisto un film magnifico che parla alle coscienze con voce anche più alta e più forte rispetto al 1982, l’anno in cui è stato realizzato. Forse, oggi, la natura profonda del film è ancora più chiara di allora”, scrive nel suo blog Crespi che ci permettiamo di citare