Michele Riondino apre Venezia: “Salvini non mi rappresenta”

L’attore che apre la Mostra del cinema proclama la distanza al ministro dei respingimenti. "Ho sostenuto il M5S, non ha tradito ma ci sta facendo perdere la speranza”

Michele Riondino

Michele Riondino

GdS 29 agosto 2018

Invece di una “madrina” la Mostra del cinema di Venezia oggi alle 19 al Lido alla cerimonia di apertura ha come officiante, come “madrino” (o “padrino”) Michele Riondino.
E l’attore ieri ha rilasciato una dichiarazione Gazzettino molto netta: “Cosa avrei detto al ministro dell'Interno se l'avessi incrociato al Palazzo del cinema? Avrei molto volentieri evitato di incontrarlo. Salvini non mi rappresenta e non rappresenta la gran parte degli italiani che non l’hanno votato. Lo dico anche da personaggio pubblico che ha sostenuto la campagna elettorale del M5s che era indirizzata su certi temi”.
Riondino si riferisce al fatto che Salvini proclama di avere dalla sua 60 milioni di italiani e che se ne infischia dei magistrati.


L’attore ha dovuto però anche rispondere alla domanda se i 5 Stelle, alleati di Salvini, abbiano "tradito" i loro elettori. Riondino ha risposto di no, “ma ce la stanno mettendo tutta per farci perdere quel briciolo di speranza che ci era rimasta”.
Riondino ha recitato in film come “Dieci inverni”, “Noi Credevamo”, “Il giovane favoloso”, “Acciaio”, ora a teatro interpreterà il diavolo Woland nel “Maestro e Margherita” di Bulgakov adattato al teatro e partecipa al set di “Un'avventura”, musical diretto da Marco Danieli, con Laura Chiatti e i brani di Lucio Battisti e Mogol come colonna sonora.