Michele Placido: “I migranti morti nel foggiano martiri del Paese”

L’attore e regista è originario di Ascoli Satriano, la zona dell’incidente: “È sfruttamento, vedo quei camioncini stipati e senza finestrini”

Michele Placido

Michele Placido

GdS 7 agosto 2018

Per Michele Placido pietà non l’è morta. Al Corriere della Sera ha definito “martiri del nostro paese" i dodici braccianti, immigrati, morti negli incidenti stradali nel foggiano stipati all’inverosimile in pullmini inadeguati dopo aver raccolto pomodori. E all’Ansa l’attore e regista annuncia che sarà al funerale per queste vittime, che parlerà e invita colleghi dello spettacolo e della cultura a fare altrettanto.



Placido viene da Ascoli Satriano, nel foggiano, dove sabato si sono scontrati il furgone con i migranti e il Tir. Racconta di vederli, quei furgoncini che non dovrebbero circolare. Ricordando di aver girato un film sullo sfruttamento di chi raccoglie pomodori, “Pummarò” nel 1990, e di avere una casa da quelle parti, l’attore e regista osserva: “Sono passati 30 anni. È pura follia, basta. Possibile che nessuno riesca a fermare questa mattanza? Non si tratta di destra o sinistra. Non c'entra il razzismo, l'immigrazione. È una questione di sfruttamento: i braccianti guadagnano 3-4 euro al giorno per lavorare fino allo sfinimento a 40 gradi sotto il sole. Ma dico: e i sindacati? E le forze dell'ordine? Devono andare in loco a fare i controlli. Questa è schiavitù che finisce in tragedia. Sono ancora vivi il dolore e l'indignazione per l'incidente di sabato scorso dove hanno perso la vita altri quattro ragazzi africani e oggi questa follia".



Placido aveva invitato Giuseppe Conte ad andare sul posto, suggerimento che il premier ha raccolto (ma non dimentichiamo cosa dice e proclama su migranti razzismo il ministro dell’Interno che detta la linea all’intero governo, Matteo Salvini). E ancora: “Trovo surreale è tutto questo avvenga nella terra Giuseppe Di Vittorio, grandissimo sindacalista, figlio di braccianti, originario di Cerignola", ha aggiunto all’Ansa. “Sulle strade percorse da questi camioncini senza finestrini, stipati all'inverosimile con questi ragazzi, giovani uomini, è facile che arrivi un tir a tutta velocità e succeda quello che si è verificato: giovani vite spezzate per pochi euro, una giornata di lavoro. E poi vogliamo chiamarle strade? Sono impraticabili. E questi furgoni fatiscenti e senza autorizzazione alcuna vanno controllati, ribadisco, ma nessuno se ne accorge?". E ricorda: "Tutta la zona non va lasciata sola; qui c'è tanta criminalità, omicidi, rapine, piccola criminalità, nessuno fa nulla. Tutti si girano dall'altra parte”.