Esercenti contro Venezia: Mostra promuove film che vanno su Netflix e non in sala

Fice, Anac, Acec contestano il direttore Barbera: Cuaron, dei Coen e Greengrass rischiano di non andare in sala. Polemiche per Netflix anche sul film su Cucchi

Sul set di "The Ballad of Buster Scruggs” dei fratelli Coen

Sul set di "The Ballad of Buster Scruggs” dei fratelli Coen

GdS 2 agosto 2018

Scoppia una polemica tra gli esercenti del cinema italiano e la Mostra del cinema di Venezia. Per film che potrebbero passare per esempio su Netflix e Amazon invece di arrivare nelle sale.
In una nota la Fice – Federazione Italiana Cinema d’Essai, l’Anac - Associazione Nazionale Autori Cinematografici, e l’Acec – Associazione Cattolica Esercenti Cinema contesta che la rassegna presenti in concorso anche tre film “che rischiano di non uscire in sala. I titoli per le agenzie (la nota congiunta delle associazioni curiosamente non li cita) sono “22 July” di Paul Greengrass, “Roma” di Alfonso Cuaron, “The Ballad of Buster Scruggs” dei fratelli Coen.
“Di fatto uno dei due festival cinematografici più prestigiosi al mondo, in assoluta controtendenza con quanto deciso per la Palma dal Direttore del festival di Cannes, potrebbe assegnare il Leone D’Oro o la Coppa Volpi ad opere che non saranno mai visibili sul grande schermo. Fice, Anac e Acec, sono convinte che alla base stessa della Mostra ci sia ancora l’idea di fruizione in sala delle opere presentate in concorso, il che non solo in omaggio all’arte cinematografica che trova la sua migliore riproduzione sul grande schermo e in un contesto di condivisione collettiva, ma anche nel rispetto della libertà dello spettatore che per vedere uno o più film premiati avrebbe altrimenti come unica scelta la sottoscrizione dell’abbonamento alla piattaforma che ne abbia la visione esclusiva. Paradossalmente la Mostra diventerebbe promotore indiretto e inconsapevole di un unico diffusore”.


Cucchi su Neflix
È fonte di contestazione anche l'uscita in contemporanea in sala e in streaming web del film “Sulla mia pelle” di Alessio Cremonini con Alessandro Borghi che dà voce e corpo all’ultima settimana di vita di Stefano Cucchi, pellicola che apre la sezione Orizzonti della Mostra e il 12 settembre andrà su Netflix e verrà distribuito in sala da Lucky Red. E già le associazioni dei multiplex Anem (multiplex) e l’Anec avevano criticato il direttore della Mostra Alberto Barbera perché ospita cinque film e un documentario di film Netflix mentre in Francia per legge devono passare 36 mesi dopo il passaggio nelle sale cinematografiche. Al riguardo il produttore con Cinemaundici di “Sulla mia pelle” Andrea Occhipinti di Lucky Red nei giorni scorsi si è detto felice che il film sia stato comprato da Netflix che lo rende "disponibile in 190 paesi, oltre al nostro. È un fatto straordinario che la storia di Stefano Cucchi possa essere raccontata in tutto il mondo e che quindi questo nostro film, così importante per le sue qualità cinematografiche e per l'argomento trattato, abbia un pubblico potenziale così vasto”.


 


La mostra del cinema si tiene dal 29 agosto all’8 settembre.