Sergio Castellitto sarà Pietro Bartolo, il medico di Lampedusa

Dopo il successo di Fuocoammare, il documentario di Gianfranco Rosi vincitore nel 2016 dell'Orso d'oro a Berlino, il cinema torna a parlare di migranti

Sergio Castellitto sarà Pietro Bartolo, il medico di Lampedusa
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7 Maggio 2018 - 10.26


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Dopo il successo di ‘Fuocoammare, il documentario di Gianfranco Rosi vincitore nel 2016 dell’Orso d’oro a Berlino, il cinema torna a parlare di migranti. Da pochi giorni sono infatti iniziate a Lampedusa le riprese di ‘Lacrime di sale’, il nuovo film di Maurizio Zaccaro che vedrà Sergio Castellitto nei panni di Pietro Bartolo, il medico da anni in prima linea nel fronteggiare il fenomeno degli sbarchi sull’isola siciliana. Il film è tratto dall’omonimo libro (uscito lo scorso anno ed edito da Mondadori) scritto a quattro mani dal medico di Lampedusa insieme alla giornalista Lidia Tilotta. Per saperne di più, l’agenzia Dire ha contattato il dottor Bartolo.
Dopo ‘Fuocoammare’, intanto, si aspettava un nuovo film che la vede protagonista? “È stata una piacevole sorpresa, ma soprattutto perché questo interesse nei miei confronti accendera’ ancora una volta i riflettori sul fenomeno dell’immigrazione, un obiettivo che perseguo da anni. Per cui, che si tratti di un libro oppure di un film, non posso che essere contento dell’attenzione che ‘l’arte’ presta a questo tema. In modo particolare il cinema, che ritengo essere un’arma potentissima, già con ‘Fuocoammare’ mi ha dato la possibilità di diffondere il messaggio dell’accoglienza al mondo intero: grazie a quel documentario, oltre all’Europa, siamo riusciti a raggiungere anche gli Stati Uniti, tra l’altro in un momento storico delicato, durante l’ascesa di Trump”.
È difficile diffondere questo tipo messaggio? “È molto difficile. Da circa due anni giro per le scuole e le università per parlare di immigrazione perché ci credo e percheé spero che almeno i giovani comprendano qual è la verità, che non è quella che spesso ci propinano in televisione, dove alcuni giornalisti hanno tutto l’interesse di far apparire queste persone come dei mostri o degli alieni da cacciare via. Grazie al mio lavoro sono quotidianamente a contatto con i migranti, persone assolutamente normali, forse anche migliori di noi. Allora torno a ripetere che sono contento che ‘Lacrime di sale’ diventi un film, non perche’ racconti la mia storia, ma perché avrò di nuovo la possibilità di far conoscere la realtà che vivo al grande pubblico”.
Tornando al film ‘Lacrime di sale’, è contento che sarà Sergio Castellitto ad interpretarla? Vi siete conosciuti? “Certamente sono contento. Ho avuto modo di conoscerlo e, oltre ad un grande professionista, è una persona straordinaria, molto attenta e sensibile a questo genere di tematiche così attuali. E le conosce davvero molto bene, più di me!”.
A margine della conferenza stampa di presentazione della docu-fiction Rai ‘Aldo Moro-Il Professore’, in cui interpreta il segretario della Democrazia Cristiana, Castellitto, scherzando con i giornalisti, ha detto che, dopo aver vestito i panni di grandi personaggi, ormai tutti scomparsi (da Fausto Coppi ad Enzo Ferrari, fino a Padre Pio), finalmente per la prima volta rappresenta un personaggio vivente, appunto Pietro Bartolo. Che effetto le fa? “Mi fa veramente piacere che Castellitto abbia voluto interpretare il ruolo di Pietro Bartolo, non perché sia io, ripeto, ma perché racconterà la storia di un medico di Lampedusa che da quasi 30 anni si occupa del fenomeno degli sbarchi. Ci tengo sempre a sottolineare, però, che come me esistono moltissimi altri medici impegnati ogni giorno su questo. Spero che con la sua interpretazione Castellitto riesca a diffondere ancora più forte quel messaggio dell’accoglienza e a tenere alta l’attenzione sul tema, perché le cose si dimenticano presto…”.
Intanto sull’isola da qualche giorno sono iniziate le riprese del film… Riesce ad assistere? “Purtroppo non sempre, perché ultimamente se non sono a lavoro in banchina sono in giro a raccontare la mia esperienza. Ma ho conosciuto anche il regista, Maurizio Zaccaro, una cara persona, anche lui molto attento al tema dei migranti, e sono certo che il suo film riuscirà a dare uno scossone a chi ancora oggi non recepisce o fa finta di non recepire l’importanza di alcuni contesti. E questo per me è molto importante”.
Qual è attualmente la situazione degli sbarchi a Lampedusa? “Dopo il blocco delle partenze dalle coste libiche il flusso migratorio si è ridotto in modo sostanziale, anche se adesso arrivano parecchi migranti dalla Tunisia. Ma devo dire che si tratta di ragazzi abbastanza sani, che abbandonano il loro Paese in cerca di un futuro migliore. Purtroppo la Tunisia ultimamente ha avuto un crollo economico a seguito di due attentati e la sua economia, che si stava riprendendo grazie al turismo, ha subito un brutto colpo. Per questo i più giovani non sanno cosa fare e cercano di andare via”.
Dopo l’ultimo incendio il centro di accoglienza per migranti di Lampedusa è stato chiuso. Come procedono i lavori di ristrutturazione? “Il centro ovviamente non è chiuso del tutto e quando i migranti arrivano vanno lì. I lavori sono comunque iniziati e speriamo che presto si possa rimettere in piedi, in modo tale da poter dare un’accoglienza più umana in una struttura adeguata. In realtà recentemente non mi capita di andarci spesso, perché mi occupo principalmente dell’accoglienza in banchina e al molo”.

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