"Land", il riscatto dei nativi americani contro l'emarginazione

Alla Berlinale la storia di una famiglia in una riserva indiana dopo la morte di un figlio militare in Afghanistan

Il film "Land"

Il film "Land"

GdS 19 febbraio 2018

Alla Berlinale è passato il film “Land”. I nativi americani, l’emarginazione, un ragazzo che muore soldato in Afghanistan e le conseguenze di questa tragedia. Scritto e diretto dal regista iraniano Babak Jalali, con Rod Rondeaux, Florence Klein, Wilma Pelly e James Coleman, la trama inquadra la famiglia dei Denetclaw nella riserva indiana di Prairie Wolf. Così riassume il film l’ufficio stampa: ai Denetclaws arriva la notizia che Floyd, il figlio minore, è morto in combattimento in Afghanistan; inizia l’attesa del corpo che deve essere riportato nella riserva per la sepoltura. Wesley, il più giovane dei figli, è un alcolista. Ha un unico scopo: procurarsi della birra. Wesley è quotidianamente in contatto con i bianchi che gestiscono i negozi di liquori appena fuori dalla riserva (dove è proibito bere alcol). Quando la già difficile relazione tra le due comunità, i nativi e i bianchi, raggiunge un livello di massima tensione, scoppia una violenza da cui Wesley è direttamente colpito. Raymond, il fratello maggiore, è un ex-alcolista con una moglie e due figli. Nonostante senta una forte responsabilità verso l’intera famiglia, Raymond è troppo impotente e chiuso in se stesso per fare qualcosa. Fino a quando i problemi che affliggono i due fratelli più giovani lo obbligheranno a reagire e a tornare a essere un uomo.
La produzione è Asmara Films (Italia), the cup of tea e To Be Continued (Francia), Topkapi Films (Olanda), Piano (Messico) con Rai Cinema.