Parente dei rapitori contro il film sui Getty: "Il sequestro non andò così"

Un nipote accusa "Tutti i soldi del mondo" di Ridley Scott: "I miei parenti non erano incapaci e il giovane Getty ideò il rapimento". Guarda il trailer

Tutti i soldi del mondo di Ridley Scott

Tutti i soldi del mondo di Ridley Scott

GdS 26 dicembre 2017

“Tutti i soldi del mondo” è il film sul clan Getty, sulla maledizione e la fortuna di essere ricchi in modo spropositato, sul rapimento a Roma, il 10 luglio 1973, di Paul Getty III, nipote hippy del magnate americano dalla ricchezza smisurata J. P. Getty. E il film ricorda che il magnate sulle prime rifiutò di pagare il riscatto. Il film è girato da Ridley Scott, arriva nelle sale italiane il 4 gennaio, il regista ha girato nuovamente molte scene a film concluso perché, nel ruolo di J. P. Getty, c’era Kevin Spacey che dopo le accuse di molestie è stato letteralmente cancellato e sostituito da Christopher Plummer. Ma un erede dei rapitori sulle pagine di Variety accusa il film. Non di false accuse, ma di aver ritratto i banditi come stupidi incapaci e di aver ricostruito i fatti in modo sbagliato.


Michael Mammoliti, che fa l’attore a Los Angeles ed è nipote del sequestratore Saro Mammoliti, 32 anni, contesta il racconto del film. Lui stesso aveva cercato di produrre un film sulla vicenda.
Il ragazzo, dai capelli lunghi, l’aspetto da hippy, vendeva collanine che faceva lui stesso a Roma e in piazza Farnese la 'Ndrangheta calabrese lo prelevò. Le 'Ndrine dei Mammoliti, Piromalli e Femia chiesero 17 milioni di dollari. J.P. Getty disse no altrimenti tutti i suoi nipoti sarebbero stati rapiti. Per Scott Paul Getty III fu semplicemente una vittima. Secondo quanto riportato da Variety invece per Mammoliti il rapito fu l’ideatore stesso del sequestro. Secondo Mammoliti, nei programmi dovevano guadagnarci sia i rapitori che il giovane, ma quando il nonno disse no (in seguito pagò una parte di quanto richiesto e dopo che fu tagliato un orecchio al nipote) divenne tutto molto difficile, il film dà una ricostruzione falsa dei fatti (ad esempio non sarebbe mai avvenuta una fuga del ragazzo tra i monti calabresi) e ha assoldato un avvocato per valutare un’eventuale azione legale perché i suoi familiari non erano affatto incapaci o idioti come li ritrae il film.


Per il suo "All The Money in The World" Scott si è basato sul libro sul clan Getty di John Pearson "Painfully Rich" pubblicato nel 1995.