Una finta attivista per i diritti delle donne era una spia di Weinstein

Una donna ha avvicinato accusatrici del produttore come Rose McGowan per carpire informazioni. Lavora in un'agenzia di ex agenti del Mossad che ha cercato anche di contattare giornalisti impegnati sul caso

Una finta attivista per i diritti delle donne era una spia di Weinstein
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17 Novembre 2017 - 12.06


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Una bella spia che avvicinava le vittime dietro la maschera dell’attivista per i diritti delle donne con un finto nome, Maja Lazarov. La donna ha avvicinato accusatrici di Harvey Weinstein e giornalisti che seguono la vicenda ma era in realtà un agente di un’agenzia investigativa privata creata da ex agenti del Mossad assoldata dal legale del produttore hollywoodiano.

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Forward.com,  sito giornalistico di informazione su notizie che “interessano gli ebrei americani”, scrive che Maja Lazarov si chiama Stella Penn Pechanac, non era una consulente ma un’agente della Black Cube, l’agenzia fondata da ex agenti del servizio israeliano. Per il sito i dipendenti dell’agenzia con false identità si sono avvicinati alle accusatrici e ai cronisti per avere informazioni. Stella Penn Pechanac ha cercato di diventare amica dell’attrice Rose McGowan, facendo finta di essere un’attivista, per sapere se la donna avrebbe reso pubbliche le sue accuse per molestie.

Il contratto della Black Cube per Weinstein includeva un giornalista investigativo che parlasse con le donne che accusavano Weinstein. Per il New Yorker l’obiettivo di attività spesso mascherate era indurre le attrici a non parlare e i giornalisti a non scrivere.

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Stella Penn Pechanac, secondo il Wall Street Journal, è bosniaca di madre musulmana. Nel 1994 portò la famiglia in Israele come rifugiata perché i suoi genitori avevano salvato gli ebrei durante l’Olocausto. La famiglia si convertì all’ebraismo e la donna diventò tenente nell’Air Force israeliana.

 

 

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