Carte inedite di Pasolini emergono dal passato: un dono affettuoso del 1941

Grazie a una professoressa che a lui dedicò la tesi di laurea, nel 1975, ritrovate delle parole di Pasolini, donate alla Biblioteca civica di Udine.

Carte inedite di Pasolini emergono dal passato: un dono affettuoso del 1941
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4 Ottobre 2017 - 11.57


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La cosa meravigliosa delle parole, come delle opere d’arte, è che continuano a parlarci anche quando il loro autore è venuto a mancare. Reperti di una vita, le poesie dei grandi scrittori sono istantanee dei loro pensieri: nient’altro tramanda così la memoria degli uomini. E Pasolini, a 42 anni dalla morte, è ancora culturalmente vivo: per l’affilata polemica politica, per la logica stringente dei suoi saggi, ancora attuali, così come la sua produzione cinematografica e quella di filologo.

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E grazie a una professoressa che a lui dedicò la tesi di laurea, nel 1975, ritroviamo ora delle nuove parole di Pasolini, inedite, sepolte nelle carte della donna.

Documentazione che, generosamente, la donna ha donato oggi nel corso di una breve e sobria cerimonia, alla Biblioteca civica Joppi di Udine, sostenendo che la struttura pubblica è quella meglio deputata a custodire e trasmettere questi beni di Pasolini.

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E in effetti di beni si tratta, perché nella cartella burocraticamente denominata “Bologna MCMXLI / P.P. Pasolini / Poesie / (per i Prelittoriali di Poesia)”, sono custoditi, tra l’altro, manoscritti e dattiloscritti inediti di testi in lingua italiana e in lingua friulana, ma anche disegni e schizzi; manoscritti sia in versi che in prosa; fotografie. Insomma, vari gruppi di fogli con anche componimenti vari, una lettera, una piccola raccolta organica di testi. C’è anche un gruppo di fogli non ancora esaminato e sul quale si concentrerà l’attenzione degli studiosi. Materiale risalente al 1941 giunto nelle mani della professoressa, Giuliana Cumini, che ora è raccolto in uno specifico fondo appunto, da una zia di Pier Paolo Pasolini, di nome Giannina Colussi, di Casarsa (Udine). La professoressa ne venne in possesso in occasione delle sue visite di cortesia successive alla stesura della tesi stessa e poco dopo la morte del poeta, nel novembre 1975.

Il materiale viene considerato dagli esperti di “assoluto valore culturale” e schiuderebbe nuovi profili dell’autore di Ragazzi di vita nato a Bologna ma friulano nello spirito, testimoniandone la precocità dell’attività poetica. Non ce n’era bisogno, ma comunque da questi scritti si conferma anche la grande sensibilità nei confronti della lingua friulana. Il materiale donato sarà catalogato, digitalizzato e messo a disposizione di studiosi e studenti indicandone l’origine dei testi utilizzati e la fonte.

Quasi commosso il sindaco di Udine, Furio Honsell, presente alla cerimonia della donazione. “La biblioteca di Udine si arricchisce di documenti preziosissimi e autentici risalenti agli anni ’40, assieme a documenti personali e interventi del poeta in vari quotidiani – ha commentato Honsell – Documenti importanti per la figura dell’autore e per la ricostruzione filologica della genesi di alcune poesie”. Ma c’è anche un’altra testimonianza da sottolineare in questa vicenda: la fiducia dimostrata da un cittadino nei confronti di una istituzione pubblica.

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