Fanny Ardant cambia sesso nel film "Lola Pater" al Festival di Locarno

L'attrice è Farid, un franco-algerino che decide di diventare Lola, mentre il figlio è venuto a cercare il proprio padre, di cui non ricorda nulla.

Fanny Ardant

Fanny Ardant

GdS 4 agosto 2017

Si svolge in questi giorni, dal 2 al 12 agosto, il prestigioso Festival del Cinema di Locarno, da sempre considerato a ragione la maggiore manifestazione cinematografica elvetica: quest’anno giunge ad un importante traguardo, con la sua 70° edizione, e non delude le aspettative.

Infatti, appare evidente come i film proposti al Festival non temano di toccare tematiche dibattute e ancora difficili da rappresentarsi scenicamente: primo tra tutti, il tema della transessualità, ma anche della ricerca della propria identità sessuale.
Innumerevoli le proposte in concorso per il Pardo d’Oro, ma ad attrarre l’attenzione sono anche i film proposti per la sezione 'scoperta dei cineasti del presente', dedicata ad opere prime di giovani autori provenienti da tutto il mondo, come Beach Rats di Eliza Hittman: un film già premiato per la regia al Sundance Film Festival.
In questo film, il protagonista Frankie (interpretato con notevole maestria da Harris Dickinson) vive la difficoltà di una omosessualità non dichiarata e combattuta nella periferia di Brooklyn, dove la sua compagnia di amici si ritrova per fare uso di droghe e nessuno sembra propenso ad accettare un amico o un familiare gay. Anche la situazione familiare di Frankie non consente la serenità del ragazzo, che si ritrova a convivere con la malattia del padre e a cercare rifugio nelle chat online, che divengono per lui l’unico modo di vivere la sua omosessualità, in segreto.
Un altro film che affronta un tema delicato è quello con Fanny Ardant, Lola Pater, proiettato in Piazza Grande di fronte alla consueta platea di 8000 spettatori. La famosa attrice francese riesce difatti ad interpretare con profondo convincimento il personaggio di Farid, un franco-algerino che ha avvertito, da adulto, la necessità di mutare sesso. La trama si avvita tutta intorno alla relazione tra questa donna transessuale e il figlio che è venuto a cercarla, perché desideroso di incontrare il proprio padre, di cui non ha alcuna memoria. Un film che ha sorpreso tutti gli spettatori per la sua qualità e per l’inatteso ruolo della Ardant: c’è da augurarsi che non sia l’ultima delle sorprese di questo tipo, al Festival di Locarno. Per nostra fortuna, la programmazione dei prossimi giorni sembra di ottimo auspicio affinché non sia così.