Paolo Villaggio non era solo Fantozzi: ecco alcuni ruoli che forse non conoscete

Due esempi: la fiction Carabinieri e la voce italiana di Vlad in Hotel Transylvania 2.

Paolo Villaggio non era solo Fantozzi: ecco alcuni ruoli che forse non conoscete
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3 Luglio 2017 - 17.23


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Il compianto Paolo Villaggio, che ci ha lasciato oggi 3 luglio in seguito a delle complicanze dovute al diabete, verrà per sempre ricordato come Fantozzi o Fracchia, ma sono molteplici i ruoli che hanno costellato la sua carriera.

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Quando però un attore è così un tutt’uno col personaggio che lo ha reso celebre, è difficile dire esattamente dove inizia uno e finisce l’altro, tanto più se egli ha col tempo contribuito alla sua “formazione”, che sia al tavolo degli sceneggiatori o dietro la macchina da presa.

Ci sono quindi dei ruoli a cui forse non viene associato di primo acchito se si ripensa a lui e alla sua carriera. Ne è un esempio il ruolo televisivo di Giovanni Benelli, nella fiction di Canale5 Carabinieri, che ha interpretato nelle prime cinque stagioni per poi vestire i panni di quello che si scoprirà essere il fratello gemello, Paolo, il frate cappuccino di Montepulciano, nella settima stagione.

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Nel film Questione di cuore di Francesca Archibugi, in cui molti attori del mondo dello spettacolo fanno un cameo nei panni di se stessi, Villaggio partecipa ma nel ruolo di Renato, insieme ad Ascanio Celestini.

Nel film d’animazione della Sony Pictures Hotel Transylvania 2, più che vederlo in carne ed ossa, si può sentire la sua voce. Interpreta Vlad, il padre di Dracula: vampiro ultracentenario, cercherà di riportare un’atmosfera più spettrale all’hotel del figlio. Una curiosità: il nome è quello del personaggio a cui è ispirato Dracula, ovvero Vlad III di Valacchia.

Senza dimenticare i ruoli del Presidente del Consiglio in Tutto tutto niente niente, del professor Gelsomino in Generazione 1000 euro, del padre di Jerry Calà in Torno a vivere da solo, seguito di Vado a vivere da solo di Marco Risi. In fondo sono anche i piccoli ruoli che rendono un attore ciò che è, le scelte sbagliate proprio come i successi al botteghino e di critica, ed è anche a questi che bisogna guardare con un pizzico di nostalgia.

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