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Nanni Moretti: i miei film erano lo specchio di una generazione

Il regista è intervenuto al festival Cinema Ritrovato: amavo i fratelli Taviani e Carmelo Bene

Nanni Moretti: i miei film erano lo specchio di una generazione
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29 Giugno 2017 - 21.28


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E’ il Paradiso dei cinefili ‘Il cinema ritrovato’, in calendario a Bologna, dal 24 giugno al 2 luglio, in sei sale cinematografiche e in piazza Maggiore. Tra ospiti Nanni Moretti si racconta: “Quando mi dicevano che i miei film erano lo specchio di una generazione provavo una certa insofferenza. Oggi rivedo con occhi diversi quei miei primi lavori e mi dico che se davvero, attraverso il racconto della mie personali vicende, ho saputo raccontare quelle di un’intera generazione non posso non considerare questa cosa un grande privilegio”. E’ un Nanni Moretti che attraversa tutta la sua lunga carriera quello intervenuto oggi a Bologna, alla 31/a edizione del festival Il Cinema Ritrovato, promosso dalla Cineteca di Bologna fino al 2 luglio, in occasione della presentazione del libro-intervista L’autobiographie dilate’e. Entretiens avec Nanni Moretti, curato dal critico Jean Gili, recentemente pubblicato in Francia da Broche’. Sono riemersi i momenti di formazione e i primi amori cinematografici: “Amavo molto il cinema dei fratelli Taviani, alla cui sobrieta’ stilistica ho cercato di ispirarmi nei miei primi lavori. Ero poi un tifoso del cinema di Carmelo Bene e mi chiedo ancora come potessi far conciliare nelle mie passioni cinematografiche due estetiche cosi’ lontane come quella di Bene e dei Taviani. Nostra Signora dei Turchi e’ uno dei film che ho visto piu’ volte al cinema, assieme a La dolce vita e Otto e mezzo di Federico Fellini”. E i ricordi di Nanni Moretti non potevano non incrociare il 1989, anno della caduta del Muro di Berlino, della crisi del Partito Comunista Italiano e di Palombella rossa, seguito pochi mesi dopo da La cosa, documentario che ritraeva il dibattito interno al PCI di Achille Occhetto: “Ero affascinato dalla portata di quel dibattito, capace di coinvolgere non solo gli elettori di sinistra, ma tutti gli italiani. Oggi una cosa del genere sarebbe inimmaginabile”.

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