Wilde al cinema: la storia del grande scrittore condannato ai lavori forzati perché gay

Oggi si celebra la giornata internazionale contro l'omofobia, cogliamo l'occasione per ricoradre il film Wilde del 1997 diretto da Brian Gilbert.

Wilde al cinema: la storia del grande scrittore condannato ai lavori forzati perché gay
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17 Maggio 2017 - 12.30


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Il grande scrittore, poeta e drammaturgo Oscar Wilde era omosessuale. E per questo venne condannato a due anni di prigione per «gross public indecency», come veniva all’epoca definito il reato.

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Il film Wilde, del 1997, diretto da Brian Gilbert, racconta la vita dello scrittore dal momento in cui torna in Inghilterra dagli Stati Uniti e decide di sposare Costance Lloyd, ragazza di buona famiglia che gli piace e che presto gli dà due bambini. Intanto, Oscar ha una doppia vita: quella di un acclamato e vezzeggiato scrittore di talento, che con l’ironia è capace di far riflettere il suo pubblico sulle convenzioni inglesi contro cui si è battuto tutta la vita, e quella di un uomo che ha scoperto da poco la sua natura omosessuale. Quando Costance invita Robbie Ross, canadese, da loro, ha degli incontri fugaci con lui, e poi con Mister Gray (che gli ispirerà il Ritratto di Dorian Gray).
Ma è durante la rappresentazione teatrale di Il Ventaglio di Lady Windermere che gli viene presentato colui che diventerà l’amore della sua vita e la sua catastrofe: Alfred Douglas (Bosie).
Wilde è colpito dalla sua bellezza, dalla sua giovinezza e dal suo fascino e decide di guidarlo e di istruirlo come gli antichi maestri greci. La loro storia è dolce e velenosa: talvolta si capiscono con una sintonia perfetta, in altri momenti il carattere ribelle di Bosie lo spinge a vergognarsi di amare gli uomini e a maltrattare Oscar senza riconoscere i sacrifici che fa per lui (trascurare la famiglia e la carriera, sperperare i soldi per fargli dei regali).
Ad un certo punto litigano furiosamente e durante un periodo di assenza, il genio creativo di Oscar produce altre due splendide commedie prima che si riappacifichino e ritorni a dedicarsi solo a lui senza più tener conto del resto.

Le cose precipitano nel momento in cui il marchese di Queensberry, padre di Bosie, fa di tutto per ostacolare la loro relazione. Anche se incontra Oscar Wilde e ammette che sia una persona colta e raffinata, lo giudica un pervertito e minaccia addirittura il figlio di negargli i suoi soldi se continuerà ad avere una relazione con lui. Ciò non fa altro che spingere Bosie a vedere Wilde ancora di più per ripicca.
Nel frattempo, il successo del protagonista raggiunge il massimo con “L’importanza di chiamarsi Ernesto” e per un breve arco di tempo le cose sembrano incanalarsi nella normalità… tuttavia, il marchese si prende pubblicamente gioco di lui accusandolo di essere un sodomita.
Sordo alle proteste di Ross (che è sempre rimasto al suo fianco come amico benché sia innamorato di lui), Oscar Wilde decide di seguire Bosie e portare il caso in tribunale. In seguito ad un lungo processo, appunto il “Processo Wilde”, si trova costretto a mentire sotto giuramento e il marchese riesce a presentare dei prostituti che denunciano alla società intera l’omosessualità del talentuoso scrittore. Come se non bastasse, viene svelato il significato di Two Lovers (“Due amanti”), poesia di Bosie, che riguarda proprio il grande affetto di un uomo anziano per un giovane. Niente di ciò che Oscar Wilde afferma in sua difesa può salvarlo: egli viene ritenuto colpevole di grave immoralità e condannato a due anni di detenzione.
La faccenda getta discredito sulla sua brillante carriera. La moglie Costance viene addirittura esortata dalle sue amiche a scappare e a far istruire i suoi figli all’estero per far avere loro una vita normale: lei, però, nonostante lo scandalo, rifiuta di abbandonare il marito, perché riesce ad immedesimarsi nella sua sofferenza e a capirlo fino in fondo. Wilde trascorre due anni ai lavori forzati nel carcere di Reading, dove compone il celebre De Profundis: durante la sua carcerazione, Wildew muta molto, si mette in discussione e si ripromette di non rivedere più Bosie. Tuttavia, poco dopo la morte di Costance, Oscar, distrutto da tanti avvenimenti, non riesce più a sopportare la distanza che lo divide da Bosie e lo ritrova in Italia.

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